La movida al contrario, ora i "troppi" clienti fanno paura. E scatta il passaparola tra i gestori: «Attenzione si muovono, chiudete»

La movida al contrario, ora i "troppi" clienti fanno paura. E scatta il passaparola tra i gestori: «Attenzione si muovono, chiudete»
La movida al contrario, ora i "troppi" clienti fanno paura. E scatta il passaparola tra i gestori: «Attenzione si muovono, chiudete»
di Andrea Maccarone
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Domenica 4 Luglio 2021, 06:36

ANCONA - In fuga dalla movida. I locali e i maggiori punti di ritrovo dell’aggregazione serale si augurano di non essere così attrattivi da richiamare la folla. Un ragionamento al contrario, che però li proteggerebbe dal rischio assembramenti e conseguenti misure restrittive. E’ nell’aria un incontro sindaco-questore per delineare lo scenario futuro che consenta ai gestori degli spazi di continuare il proprio lavoro nei limiti del consentito senza incorrere in sanzioni. Perché da settimane è un continuo di controlli e chiusure.

Bandiera bianca

L’ultimo ad alzare bandiera bianca è il Lazzabaretto: cinque giorni di stop e multa per mancato distanziamento tra gli avventori. Ma viene da sé che con un solo punto di ritrovo attivo alla volta, tutta la domanda si posiziona nell’unica offerta disponibile in un determinato momento. E quindi siamo daccapo. E’ il cane che si morde la coda. Venerdì sera, infatti, col Lazzabaretto chiuso, il Posa Bar ancora in fase di allestimento e La Banchina in punta di piedi, Piazza del Papa era sold out, con centinaia di giovani accalcati in piedi, al di là dei dehors dei locali, tra chiacchiere e drink in mano.

Il paradosso

Prima i clienti li cercavano in tutti i modi, adesso li temono. E’ il clima di paura diffusa tra i gestori dei locali del centro in seguito al pugno di ferro attuato negli ultimi giorni. Tanto che si arriva addirittura al paradosso di chiudere in anticipo l’esercizio quando si viene a sapere che stanno per arrivare troppi clienti. E’ successo al titolare del Chapeau bar di Piazza del Papa. «La mia agenzia di security è la stessa del Lazzabaretto - racconta Daniele Strati - ad un certo punto, sabato scorso, la mia sicurezza viene contattata da quella del Lazzabaretto per avvertirci che dalla Mole si stava muovendo un’orda di persone diretta verso la Piazza. Ho avuto paura e ho chiuso in anticipo il locale». Una situazione che nessuno, soprattutto gli imprenditori della movida, avrebbe mai pensato di dover affrontare in questa maniera. «Ma perché non capiscono che se chiudono tutto e si lascia aperta solo una possibilità, è chiaro che tutti si rivolgeranno lì - continua Strati - credo che ci voglia più collaborazione e più prevenzione prima di arrivare alle misure punitive drastiche che, come stiamo vedendo, non portano alla risoluzione del problema».

In sordina 

Intanto chi ha già espiato le proprie colpe prosegue in sordina per non accentrare su di sé le attenzioni del popolo della notte ormai alla ricerca spasmodica di intrattenimento. E’ il caso de La Banchina che, una volta ripresa l’ordinaria attività, si muove in punta di piedi cominciando a riprogrammare l’offerta di intrattenimento, ma con molta meno enfasi rispetto all’inizio. E con un orientamento verso un target adulto.
Il Lazzabaretto, invece, è in fase di profonda riflessione per capire in che modo ripartire dopo lo stop di cinque giorni imposto dalla questura così da non cadere nuovamente in errore. «Ci atterremo pedissequamente a tutte le indicazioni che la questura ci ha illustrato - dice il presidente dell’Arci Ancona, l’avvocato Michele Cantarini - e se ci dovessimo trovare nella situazione di forte affluenza provvederemo con la chiusura anticipata. E’ l’unico modo per scongiurare l’arrivo di troppe persone, ma per noi vuol dire anche rinunciare agli incassi e quindi è una perdita economica».

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