Torna l'allerta Covid nelle case di riposo: «Ma niente isolamento. Per ora»

Martedì 8 Settembre 2020 di Giacomo Quattrini
Osimo, torna l'allerta Covid nelle case di riposo: «Ma niente isolamento. Per ora»

OSIMO - Torna l’allerta nelle case di riposo osimane, dove sono ospitati oltre 450 anziani suddivisi nelle tre strutture: Buttari, Recanatesi e Bambozzi, in ordine di grandezza. Dopo l’escalation di contagi da Covid 19 dell’ultima settimana a livello nazionale e il decesso nelle Marche dopo 80 giorni di tregua, tutte e tre le direzioni hanno organizzato dei summit per fare il punto della situazione, ma al momento nessuna ha deciso di autoisolarsi nuovamente e bloccare le visite dall’esterno.

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C’è chi però, come la Fondazione Bambozzi, l’unica in centro storico, permette le visite dei parenti solo a distanza e con un vetro o un plexiglas a dividerli dagli ospiti.
 
«E’ una misura precauzionale che abbiamo ritenuto necessaria ma utilizzata solo per le visite agli ospiti deambulanti, che possono spostarsi in aree adibite appositamente per incontrare i parenti», ha spiegato ieri la presidente del Cda del Bambozzi, Laura Cionco. La struttura di via Matteotti, in zona San Marco, che ha 99 ospiti e 70 lavoratori, è sempre rimasta Covid-free, anche nel momento peggiore della pandemia. «Manteniamo il protocollo previsto per le visite programmate da giugno e la situazione è sotto controllo», ribadisce Cionco, che precisa come «per gli allettati le visite sono sempre programmate e collocate in orario in cui c’è calma in struttura e subordinate a misurazione della febbre, mascherina, guanti e rigorosamente accompagnati». 
In tutte e tre le case di riposo gli ospiti, tranne per particolari e comprovate esigenze, da marzo non possono uscire per evitare contatti a rischio. Alla Fondazione Grimani Buttari, che tra marzo e aprile registrò fino a 23 contagi tra i suoi degenti ma in una sola ala della casa di riposo, con apposito reparto Covid, il presidente del Cda Fabio Cecconi rassicura che «non sono state prese ulteriori misure precauzionali perché l’aumento dei contagi è legato per lo più ai vacanzieri ma -precisa- il livello di attenzione è sempre alto».
Le visite con i familiari avvengono senza vetrate e sono programmate su appuntamento e coordinate tra le varie residenze del Buttari. «Vengono fatte o nel parco, se il clima lo permette, o in spazi predisposti ed esclusivamente destinati allo scopo», spiega Cecconi, che al momento ha 160 dipendenti e 220 ospiti, incluso Centro diurno riaperto ad agosto «con i protocolli di sicurezza condivisi con Asur e con un numero leggermente più basso di ospiti». Infine alla Fondazione Recanatesi, che in struttura non ha avuto casi Covid ma solo due ospiti già ricoverati in ospedale e poi contagiati, il livello resta alto e ogni settimana l’amministrazione incontra il direttore sanitario per valutare possibili modifiche al protocollo.
Gli appuntamenti
«I parenti -spiega il presidente del Cda Jacopo Bellaspiga- per ora continuano ad entrare con un calendario settimanale abbastanza ampio, incontrano i propri cari ma uno ad uno nel giardino e distanziati. Fortunatamente quest’anno essendo stato sempre tempo bello siamo riusciti a fare fino a cinque incontri in contemporanea». La Recanatesi, che ha 132 posti letto e dà lavoro a 100 persone, sta nel frattempo cercando nuovi infermieri per un turnover e anche volontari per il servizio civile, il cui bando scade il 21 settembre.

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