Coronavirus, la proposta salva turismo di Numana arriva in Senato: «Vacanze in Italia siano deducibili»

Venerdì 3 Aprile 2020
Coronavirus, la proposta salva turismo di Numana arriva in Senato: «Vacanze in Italia siano deducibili»

NUMANA - «È giusto prepararci fin d’ora al momento nel quale le autorità sanitarie ci diranno che si potrà ricominciare a lavorare. Stiamo studiando un sistema di incentivi per chi, quando sarà possibile di nuovo viaggiare, vorrà scegliere l’Italia come meta per le sue vacanze».

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Lo ha affermato Silvio Berlusconi, in un’intervista a Radio 105, parlando delle misure da adottare per riorganizzare la ripartenza post Coronavirus e rilanciare quelle eccellenze italiane, come la moda, la cultura e il turismo, che più di altre sono colpite dalla crisi. La proposta però è tutta marchigiana e arriva da Numana, piccolo gioiello della Riviera del Conero che con i suoi 22 alberghi, 20 b&b, 35 affittacamere, 23 residence, 47 stabilimenti balneari, 4 campeggi, 7.000 case vacanza, 102 bar e ristoranti, poggia quasi interamente la sua economia sul turismo. E' stato il sindaco Gianluigi Tombolini a lanciarla: rendere deducibili i costi della vacanza per gli italiani che sceglieranno come meta l’Italia
 
Numeri importanti se sommati ai flussi estivi, quando da 4mila abitanti la città raggiunge circa 100mila presenze giornaliere, che lasciano facilmente intuire come il fermo totale delle attività ricettive rischi di assumere una portata dagli effetti devastanti, difficilmente sostenibile. Da qui l’idea del sindaco Gianluigi Tombolini: rendere deducibili i costi della vacanza per gli italiani che sceglieranno come meta l’Italia. A suggellarla con l’ufficialità di un emendamento alla normativa nazionale è il senatore Francesco Battistoni, commissario straordinario di Forza Italia nelle Marche e uomo di fiducia del vicepresidente Antonio Tajani, che ne ha raccolto l’appello. «È un’ottima proposta - sottolinea - e l’abbiamo sposata in pieno mettendo subito in contatto il sindaco di Numana con il senatore Massimo Mallegni, nostro responsabile del dipartimento turismo, affinché insieme costruissero un emendamento a sostegno delle attività turistiche». 
Il documento 
Introducendo una integrazione normativa al testo unico delle imposte sui redditi, il documento, approdato nei giorni scorsi in Senato, punta a «incentivare la ripresa delle attività economiche riconducibili al settore del turismo, profondamente danneggiate dalla pandemia Covid-19». Nello specifico, riconoscendo quali «oneri deducibili i costi che tutti i cittadini italiani sosterranno nel territorio nazionale nel periodo compreso tra maggio e dicembre 2020 per il pernottamento in strutture ricettive e assimilate, ovvero in immobili comunque denominati destinati all’accoglienza turistica». 
La boccata di ossigeno
Uno strumento, spiega ancora il senatore Battistoni, per «incentivare il turismo nazionale e dare una boccata di ossigeno ai tanti operatori che, non solo a Numana, avrebbero dovuto riaprire con l’approssimarsi delle feste pasquali e invece sono costretti a subire una grave perdita». Se dal Governo sono attesi segnali incoraggianti in tal senso, la strategia per riguadagnare il terreno perso dagli operatori dovrà passare anche attraverso una riorganizzazione dei rapporti tra Stato e amministrazioni locali. «Servono rapidità, certezza e semplicità nelle risposte. Maggiore ascolto ai sindaci, vero punto di unione con la cittadinanza. L’Italia - sostiene il sindaco Tombolini - ha due problemi: la carenza delle risorse e la burocrazia che imbriglia e disincentiva gli investitori». Piccole aperture nei confronti dei Comuni a valenza turistica «potrebbero essere l’eliminazione dell’ulteriore quota del fondo di solidarietà che sottrae ingiustamente finanze a queste amministrazioni, nonché una consistente riduzione della percentuale del fondo di accantonamento dei crediti di dubbia esigibilità per liberare risorse immediatamente spendibili sul territorio». 
La garanzia 
I Comuni, inoltre, «devono essere messi in condizione di investire per fronteggiare l’emergenza e creare sviluppo, con la necessaria garanzia dallo Stato di un contributo a ripiano dell’eventuale disavanzo di bilancio dettato dalle minori entrate». Perché la partita «si gioca adesso su tutti i fronti: in primis sanitario e non di secondaria importanza economico».

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