Ancona, miliardi ai Comuni, la sindaca Mancinelli chiede di più: «Quei soldi li avevamo già»/ La lista dei finanziamenti

Lunedì 30 Marzo 2020 di Martina Marinangeli
Ancona, miliardi ai Comuni, la sindaca Mancinelli chiede di più: «Quei soldi li avevamo già»

ANCONA - Il grande bluff. Non usa queste esatte parole, ma si può riassumere così l’opinione dell’amministrazione comunale dorica sulla pioggia di soldi che il governo centrale ha previsto per i Comuni, per garantire liquidità e far fronte alle necessità più impellenti – a partire da quella alimentare – nell’emergenza Coronavirus. I 4,3 miliardi di euro annunciati nella diretta di sabato sera dal premier Conte e dal ministro all’Economia Gualtieri, sono un’anticipazione delle risorse del Fondo di solidarietà già previste nei bilanci dei Comuni (nel bilancio di previsione di Ancona, ad esempio, ammontano a 17.169.282 euro e vanno a coprire la spesa corrente per le ordinarie attività di gestione), che saranno erogate ad aprile anziché a maggio come inizialmente previsto. 




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Una boccata d’ossigeno per le amministrazioni a corto di liquidità, ma tra queste non rientra Ancona, che beneficia ben poco della misura. Per quanto concerne i 400 milioni di euro aggiuntivi per i buoni spesa, destinati alla platea di persone che non può permettersi le necessità alimentari, ha creato confusione il balletto delle cifre: se fino a sabato sera le risorse aggiuntive per le città capoluogo di provincia a di regione ammontavano a 150mila euro, ieri sono stati modificati i criteri di ripartizione, ora tarati sulla base della popolazione e del reddito pro capite.
 
Ciò comporta che ad Ancona spettino (salvo ulteriori modifiche) 533.544 euro, da erogare a quella fascia di popolazione più debole per la quale l’emergenza alimentare si somma a quella sanitaria. I 400 milioni saranno erogati ai Comuni entro domani, come scritto nella versione definitiva dell’ordinanza della Protezione civile che ha fissato i criteri di ripartizione (l’80% del fondo distribuito in base alla popolazione, il 20% in base al parametro del gap tra il reddito pro capite del Comune e quello medio nazionale), e serviranno a gestire l’emergenza per i 15 giorni successivi, in attesa del decreto di aprile in cui dovrebbero essere contenute ulteriori risorse per le amministrazioni. 
Gli acquisti
I Comuni potranno acquistare direttamente i buoni, con una deroga al codice degli appalti per accelerare i tempi, ad Ancona si sta lavorando per individuare i beneficiari. Una misura aggiuntiva ai pacchi viveri che l’amministrazione dorica aveva già previsto per le persone in povertà assoluta, con richieste finora contenute. «I 4,3 miliardi annunciati da Conte e Gualtieri sono soldi che già c’erano – taglia corto il sindaco Valeria Mancinelli, cercando di smussare i toni perché «non è il momento della polemica» - vengono solo anticipati. Le nostre richieste sono altre, misure strutturali già esposte al governo dall’Anci, che dovrebbero essere oggetto del nuovo decreto di aprile». Le richieste sono tre: la possibilità di spendere il 40% degli accantonamenti del fondo per crediti di dubbia esigibilità, che ogni anno i Comuni devono prevedere a bilancio (circa 6 milioni per Ancona), la possibilità di usare gli avanzi di gestione e un miliardo di risorse aggiuntive. Nell’attesa, l’amministrazione si muove nelle direttrici che le competono e «la prossima settimana, in giunta, faremo una delibera che prevede misure per rimandare il pagamento di canoni delle concessioni (ad esempio degli impianti sportivi) e dei fitti al 30 giugno – fa sapere l’assessore al Bilancio, Ida Simonella – in generale, cerchiamo di rimandare il più possibile i pagamenti da parte di cittadini ed imprese, come la prima rata della Tari rinviata a non prima del 30 giugno, ma questo comporterà problemi di cassa per il Comune, tanto più consistenti quanto più a lungo durerà l’emergenza».

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