Ancona, nave ospedale per i malati di Coronavirus. L'armatore Rossi: «Pronto ad offrirne una»

Venerdì 13 Marzo 2020 di Stefano Rispoli
Ancona, nave ospedale per i malati di Coronavirus. L'armatore Rossi: «Pronto ad offrirne una»

ANCONA-  L'ospedale galleggiante a Genova è più di un'idea. Ci sta lavorando la Regione Liguria insieme all'armatore di Msc: una grande nave passeggeri trasformata a tempo di record in un moderno e attrezzato presidio sanitario, per accogliere un migliaio di persone bisognose di cure. Chissà che non sorga pure ad Ancona un ospedale da mare per Covid-pazienti, visto che l'emergenza Coronavirus è in pieno sviluppo.

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Un'idea che trova sponda nelle parole di Alberto Rossi, armatore di Adria Ferries: «Non conosco i dettagli, non so che tipo di caratteristiche dovrebbe avere un'imbarcazione per essere trasformata in una struttura sanitaria, ma noi abbiamo navi ferme e una in cantiere, Francesca, che ha grande capacità. Se davvero imbarcazioni come questa potessero adattarsi alle esigenze mediche, allora perché no: potrebbe essere una soluzione».
Sì, una via d'uscita per alleggerire gli ospedali tradizionali dalla pressione a cui sono sottoposti. Sarebbe necessario uno sforzo considerevole da parte della Regione Marche. Un'ipotesi estrema che, però, non è così impraticabile, come dimostra il caso di Genova.
 
Il taglio netto ai collegamenti con Croazia e Albania ha fatto sprofondare l'economia portuale dorica in una secca profonda. Gli operatori annaspano, trattengono il fiato, cercano soluzioni per venire a galla. «La situazione è molto complessa - spiega Rossi -. Il 55% del nostro personale è in smart working, è stato chiuso il servizio passeggeri con l'Albania, resta attivo il trasporto merci. Siamo impegnati a razionalizzare i servizi, a compattarli e a ridimensionare la stiva. Il problema non riguarda solo i collegamenti da e per l'Albania, ma la gestione complessiva: coniugare un'organizzazione efficiente H24 con l'innalzato livello di prudenza e le esigenze del personale è un'equazione difficile da far quadrare. Sulle navi abbiamo adottato tutte le procedure preventive e di tutela, per i pendolari abbiamo messo a disposizione un servizio mensa interno, in sede non può entrare nessun esterno. Ma è dura». E le prospettive spaventano. La stagione clou dell'anno si avvicina, ma le prenotazioni sono crollate, aspirate nel vortice della paura. Ciò che più preoccupa, è che non si vede luce all'orizzonte, dunque tocca navigare a vista.
Le incognite
«L'estate è fortemente compromessa - ammette Alberto Rossi -, almeno per il settore del turismo. Se tutto va bene, ci sarà un'inversione di tendenza per giugno-luglio, a danni ormai fatti perché certi mercati, come quello tedesco, iniziano a muoversi adesso, specialmente su tratte come quella per la Grecia, in cui la componente straniera è fondamentale. Ma c'è preoccupazione anche per il trasporto delle merci: per Ancona i rapporti con il Far East sono fondamentali e gli effetti negativi di questa crisi, purtroppo, si faranno sentire a lungo termine».
 

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