Ancona, termoscanner e niente spogliatoi, ma sale la febbre per il tennis

Giovedì 14 Maggio 2020 di Roberto Senigalliesi
Ancona, termoscanner e niente spogliatoi, ma sale la febbre per il tennis

ANCONA - È stato dichiarato come uno degli sport più “sicuri” in tempo di Coronavirus. Ed uno dei primi a cui è stato consentito ripartire. Stiamo parlando del tennis, e del paddle, che uno studio del Politecnico di Torino fra tutte le discipline sportive, ha indicato ai primi posti in termini di sicurezza.

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Ovviamente con i dovuti accorgimenti che riguardano, per ora, la sola riapertura dei campi da gioco, senza utilizzo di spogliatoi, bar, palestre dei vari circoli. E gli appassionati dello sport della racchetta, tanti ed in ogni fascia d’età, hanno ripreso con entusiasmo, dopo il forzato stop per l’emergenza sanitaria. Anche ad Ancona gli appassionati hanno ripreso in mano racchetta e palline e sono ritornati in campo. Due circoli hanno ricominciato praticamente il giorno dopo il via libera da parte del presidente della Regione Luca Ceriscioli, mentre altri due lo hanno fatto da lunedì. 
 
Il primo ad aprire i propri campi è stato il Tennis Club Ancona di Pietralacroce. «Avevamo già rifatto tre campi, compreso il centrale, è quindi è stato facile iniziare subito- spiega il presidente Paolo Mazzarini-. E nei primi quattro giorni abbiamo registrato il tutto esaurito. Segno che la gente aveva proprio voglia di giocare. Rispettiamo - prosegue - tutti i protocolli indicati dalla Regione e dalla Federazione Tennis circa sanificazione, distanze ed accorgimenti in campo, chiusura di tutti gli altri servizi». 
Le precauzioni
In più si misura la temperatura a tutti prima di scendere in campo. «Vorrei ricordare - conclude Mazzarini - che in questo periodo stiamo provvedendo a risistemare tutta la struttura, tra poco avremo 5 campi, nonostante che la concessione scada il 31 luglio e del bando futuro non si sa ancora niente. Rischiamo facendo ulteriori spese, sperando che ci venga rinnovata». In piena attività da alcuni giorni anche il Campus Dlf di via Ruggeri, a Ponterosso, 4 campi. «All’inizio gli appassionati erano magari arrugginiti ed un poco timorosi, poi la voglia di giocare ha superato tutto- racconta il responsabile della struttura Luca Pasquini-. Speriamo che non troppo lontano si possa riaprire anche il calcetto ed il bar, che rappresentano una fonte importante. Diciamo che è importante questa ripresa ma che siamo ancora a metà della normalità. Da segnalare il massimo rispetto delle regole da parte di tutti, come segno di grande responsabilità».
Niente docce
Ha riaperto tre giorni fa anche il Circolo Uisp di Passo Varano (due campi più uno di paddle). «Da noi si può giocare a tennis ed a paddle, ovviamente solo su prenotazione e senza usare spogliatoi, docce e bar - afferma il responsabile Giovanni Barone -. I giocatori debbono arrivare solo 5’ prima della loro ora ed hanno 10’ per uscire. Si tratta di un segnale importante per ripartire. Speriamo che possano ripartire anche i corsi, anche se per ora individuali, e soprattutto i centri estivi che organizziamo ogni anno nel periodo estivo. Stiamo già pensando con quali modalità poterli svolgere, magari a piccoli gruppi e con percorsi obbligati». 
La sanificazione
Infine l’AT Ancona del Viale della Vittoria. «Anche noi abbiamo iniziato lunedì nei nostri 4 campi ed abbiamo notato subito una ottima partecipazione- parole del presidente Adriana Antinori -. Ovviamente seguiamo le linee guida, dopo avere informato nel dettaglio i soci su come comportarsi. Gel, sanificazione delle panchine ogni volta, giocatori che non possono arrivare 10’ prima del loro orario, autocertificazione di non essere positivi al Coronavirus. Insomma il rispetto del protocollo che ha permesso al nostro sport di riaprire in sicurezza».

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