Ancona, riecco il mercato del Piano tra incertezze, nervi tesi e vigili: «Cosi è dura»

Sabato 9 Maggio 2020 di Federica Serfilippi
Ancona, riecco il mercato del Piano tra incertezze, nervi tesi e vigili: «Cosi è dura»

ANCONA - Da una parte, la voglia di ricominciare e tornare pian piano alla normalità dopo il lockdown. Dall’altra, la consapevolezza che l’affluenza non è più la stessa della fase pre-emergenziale e che molti prodotti possano rimanere invenduti. Sono questi i sentimenti contrastanti dei commercianti che hanno potuto riaprire i loro banchi all’esterno del mercato di piazza d’Armi ad Ancona lo scorso martedì dopo un mese e mezzo di stop. Diversa la situazione delle postazioni fisse all’interno del market, rimaste aperte anche nella Fase 1, per cui la preoccupazione è dovuta soprattutto a un fattore logistico. 

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Gli accessi alla struttura, regolamentati dagli operatori comunali, sono due su tre disponibili: quello dirimpetto a via Colombo e uno dei due ingressi principali, collocato proprio di fronte ai banchi del pesce. Un terzo sbocco, all’altezza del commercio di frutta e verdura, è chiuso. Questo impedisce una maggiore regolamentazione dell’afflusso, a discapito di chi magari vorrebbe andare direttamente in macelleria senza dover per forza passare tra i clienti che vogliono comprare il pescato.
 
In questa maniera, infatti, rischia di crearsi una sorta di tappo di fronte alle vetrine dei prodotti ittici e il vuoto dove si vendono altri alimenti. Ieri mattina, addirittura, per un paio di ore è rimasta aperta una sola porta, quella che dà su via Colombo. Sono dovuti arrivare gli agenti della polizia locale per rendere accessibile l’altro ingresso. 

«Bisognerebbe aprire anche il terzo accesso – afferma il pescivendolo Domenico Malaccari, che ha un banco proprio all’ingresso del mercato coperto -. In questo modo l’affluenza sarebbe più regolare e potrebbero venire a crearsi due file: una diretta alla vendita del pesce, l’altra frutta, verdura e attività di macelleria. Ci sarebbe più ordine, anche se comunque i clienti hanno molto rispetto e autocontrollo». All’interno del market, complessivamente, possono entrare 24 clienti. Ieri mattina, la file all’esterno per accedere erano minime e regolari. Per gli spazi esegui all’interno, ci sono dei punti dove è difficile mantenere le distanze. «Credo che i reparti macelleria e della frutta verdura siano svantaggiati dalla mancata apertura della terza porta – sostiene Fausto Buscarini della Macelleria Dorica mentre mostra l’ala del mercato parzialmente vuota -. È una gestione pessima da parte del Comune, questa mattina (ieri, ndr) solo una era aperta. E se qualcuno si fosse sentito male? Abbiamo chiamato la polizia locale. Paradossalmente, ho lavorato di più durante la Fase 1, quando tutti e tre gli ingressi erano accessibili». Per chi sta all’esterno, il lavoro è ricominciato a inizio settimana. «La ripresa è un po’ lenta – dicono Rita e Mauro Ubaldi, venditori di frutta e verdura -. Il movimento c’è anche, ma dal punto di vista dei prodotti venduti la normalità è lontana». 

«Una riapertura un po’ a rilento – afferma Giancarlo Cappanera, commerciante di frutta e verdura –, ancora c’è poca gente e qualcuno ha paura ad uscire, soprattutto gli anziani, che rappresentavano lo zoccolo duro della clientela». «Ho visto poco movimento – dice Silvana Gulino dietro al banco di agrumi e prodotti siciliani -, le persone ancora hanno paura e poi forse incide il fatto che mancano le attività non alimentari al mercato. Ma per tornare a fare quello di un tempo serviranno mille precauzioni».

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