Picco di contagi Covid e varianti, l'appello dei medici di base: «Chiudete subito le scuole»

Giovedì 18 Febbraio 2021 di Andrea Maccarone
Ancona, picco di contagi Covid e varianti, l'appello dei medici di base: «Chiudete subito le scuole»

ANCONA - L’epidemia avanza, tra la minaccia delle varianti e il piano vaccinale che ancora deve entrare nel vivo. Impressiona il feroce innalzamento di casi tra i più giovani e i medici di base lanciano l’allarme. Un post su Facebook del dottor Paolo Pagelli, in cui chiede di chiudere immediatamente le scuole, porta nuovamente a galla la discussione sull’utilità, ai fini sanitari, di far proseguire la didattica in presenza.

 

Scuole nel mirino 

Preoccupa l’impennata di casi in città. E le scuole tornano nel mirino. «Chiudetele subito» ha scritto sul suo profilo Facebook il medico di base Paolo Pagelli. Un post che ha scatenato un’ondata di reazioni. «Vorrei chiarire che non è la scuola la responsabile della circolazione del virus - precisa il medico - ma l’intero indotto. L’istruzione è organizzata molto bene in questa fase. Ci rendiamo conto che la didattica a distanza è dolorosa per gli studenti, ma dobbiamo capire che siamo in guerra». L’argomento è assai delicato e da qualsiasi punto lo si tocchi si rischia di compromettere un equilibrio piuttosto precario. Vero è che gli ultimi dati evidenziano un incremento importante di contagi proprio nella fascia d’età scolare. E se gli istituti primari e secondari sono ligi al rispetto del protocollo, il vero pericolo è rappresentato dalla vita extra-scolastica. «Se i contagi avvengono fuori, quando il controllo viene meno, il rischio è di coinvolgere comunque le scuole durante le ore di lezione in presenza - dice il dottor Massimo Magi, segretario Fimmg Marche -, quindi dobbiamo agire su tutti quei luoghi che sono il fondamento della socialità, tra cui anche le scuole». 

Il triangolo 

È stato definito il “triangolo dei contagi”: Ancona, Loreto e Castelfidardo. Ovvero i tre comuni più colpiti e dove si sono registrati i famigerati casi di variante inglese. «Questa perimetrazione rossa della provincia di Ancona è una misura veramente singolare - prosegue Magi -, in pratica è stata creata una bolla all’interno della quale può succedere di tutto. Non condivido per niente questa scelta». La zona gialla rafforzata non convince i medici che chiedono un giro di vite ulteriore. «Tutto ciò che può essere svolto da remoto, va svolto da remoto - afferma Pagelli - dobbiamo ficcarci in testa che per riprendere lentamente a vivere a ritmo normale ci vogliono regole ferree e anche restrittive qualora sia il caso. E questo è senza dubbio il caso di chiudere un po’ i rubinetti». Dunque una stretta sulle libertà di movimento e più controlli. Ma la differenza sta tutta nei vaccini. 

Sos vaccini

Un altro nervo scoperto che mette in agitazione la categoria dei medici di base è la mancanza di dosi. Non ultimo il piano vaccinale in forte ritardo. Per non parlare poi dell’organizzazione per gli ultraottantenni ai quali andrà somministrato il vaccino Comirnaty o Moderna, che richiedono una strategia molto complessa. «Sono vaccini che si mantengono a temperature bassissime, tra i -90° e i -20° - spiega Pagelli - serve un’organizzazione di tipo militare». Ma tra gli ultraottantenni ci sono anche quelli impossibilitati a spostarsi. «Solo per questi casi si sarebbe potuto pensare di utilizzare gli studi dei medici di base - afferma Magi -, nella nostra regione vedo un’organizzazione stentata».

 

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