È l’angelo della corsia, stimato da tutti: ora lotta per la sua vita

Domenica 5 Aprile 2020
Il Pronto soccorso di Senigallia

SENIGALLIA  - Tutto il personale dell’ospedale in apprensione per un operatore socio sanitario, gravemente colpito da Coronavirus. Il 57enne senigalliese si è sentito male al lavoro, nel suo pronto soccorso, ed è ricoverato in coma farmacologico nell’ospedale di Torrette. Un guerriero ferito in battaglia contro un nemico invisibile e subdolo, affrontato a mani nude senza armi quando la gente con la febbre iniziava ad arrivare al pronto soccorso e quando poi parte dell’ospedale è diventato Covid, dando accoglienza ai malati trasferiti dal pesarese. 

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Si è ammalato nelle prime due settimane di marzo. «Erano giorni in cui la gente arrivava di continuo con febbre e altri sintomi – raccontano alcuni sanitari dell’ospedale – gli inizi di un’emergenza che in città ancora sembrava sotto controllo. Lui non si è mai tirato indietro». Oss di grande esperienza ed umanità, non si è posto il problema di come affrontare la mole di gente che si presentava nel reparto di emergenza. Ha continuato come ha sempre fatto. Era lì per aiutare la gente, il lavoro che si è scelto e che ha fatto pensando agli altri, che avevano davvero bisogno, e non a se stesso. 

Oggi la sua generosità lo vede ricoverato nel reparto di Rianimazione di Torrette, in coma farmacologico. È stato trasferito dal suo ospedale, quello di Senigallia, dove ha sempre lavorato. A metà marzo si è sentito male mentre era in servizio. L’inizio di un calvario. Subito soccorso, aveva 39,5 di febbre. Ha fatto il tampone ed è stato mandato a casa. Il timore che avesse contratto il virus c’era. La conferma è arrivata il giorno dopo. Era proprio lui, quello che nelle corsie chiamano il bastardo, il Covid-19. La febbre ha raggiunto 40,7 ed il sesto giorno ha accusato problemi respiratori. È stato ricoverato ma la situazione è peggiorata giorno dopo giorno, fino a dover essere intubato lunedì sera. I suoi colleghi l’hanno visto aggravarsi sotto i propri occhi, impotenti. Seppure grave la situazione si è stabilizzata ed è stato trasferito a Torrette giovedì. Qui i medici hanno optato per la sedazione totale, in modo tale da non affaticare i suoi organi. Anche la figlia ha scelto di fare l’Oss proprio come lui. Vive e lavora in Veneto e non può tornare per stare accanto al resto della famiglia in questo delicato momento. 

Il padre non lo potrebbe vedere nemmeno se si trovasse in città. Pur sapendo che si è ammalato in ospedale lei continua, con lo stesso senso di responsabilità che le ha trasmesso, ad andare al lavoro. Sono oltre venti i sanitari ammalati in città, due di loro sono ricoverati nell’ospedale di Senigallia in condizioni non gravi. Il pensiero di tutto il personale è adesso per il 57enne. La sua bacheca di Facebook è piena di messaggi di incoraggiamento. «Il guerriero sicuramente vincerà la sua personale battaglia», ha scritto un collega. «Sei un grande, stai vincendo non mollare», ha aggiunto un altro. E poi ancora: «Tifiamo per te e per rivedere presto il tuo sorriso» e «sei il nostro gigante buono, l’orgoglio di tutti noi. Ti siamo tutti vicino».

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