Come se il Covid non ci fosse: Portonovo, l'estate è già soldout. Pieroni: «A giugno si riaprono le spiagge»

Come se il Covid non ci fosse: Portonovo, l'estate è già soldout
Come se il Covid non ci fosse: Portonovo, l'estate è già soldout
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Venerdì 17 Aprile 2020, 04:15 - Ultimo aggiornamento: 09:24

ANCONA -  La quarantena delle spiagge durerà ancora un mese e mezzo. L’estate comincerà nella prima decade di giugno quando gli stabilimenti balneari potranno riaprire: almeno questa è l’intenzione dell’assessore regionale Moreno Pieroni che lunedì, come annunciato al Corriere Adriatico, porterà la proposta in Giunta, dopo la firma del governatore Ceriscioli sul decreto attuativo per consentire i lavori di manutenzione negli chalet.

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Ma come si andrà in spiaggia? Con guanti e mascherine? A un metro di distanza l’uno dall’altro? Nel dubbio, a Portonovo - come se l’incubo Covid non esistesse - incredibilmente già si registra il soldout. È boom di prenotazioni degli stagionali: molti hanno versato la caparra per assicurarsi un posto all’ombra del Conero, sicuri che il Coronavirus non rovinerà la stagione. «Quasi tutti i miei clienti hanno prenotato - conferma Paolo Bonetti di SpiaggiaBonetti -, una cinquantina di stagionali: va bene l’emergenza, ma noi dobbiamo organizzarci in vista della riapertura. Con la Confcommercio stiamo pensando a un’App per gestire i flussi di persone ed evitare assembramenti. Sarà un’estate dura, speriamo non si arrivi a dover prendere il sole con la mascherina».

Prelazioni a go-go anche alla Capannina. «Su 235 stagionali, 210 hanno confermato l’ombrellone - dice Maurizio Sonnino -. Ai clienti garantiamo per iscritto la restituzione dell’acconto se non si apre o, se si protrarranno i divieti, decurteremo il saldo in base alle giornate perse. Se ci costringeranno a mettere metà degli ombrelloni, restituiremo le caparre e procederemo con le vendite giornaliere. Attendiamo indicazioni precise, sperando di lavorare senza restrizioni tali da rendere più conveniente la chiusura». Spiaggia che vai, dubbi che incontri. Claudio Cerusico, “re” del Passetto: «Gli amici più affezionati hanno già fermato l’ombrellone, c’è fiducia, vedremo come convivere con il virus - spiega -. Ho letto delle strutture in plexiglass anti-contagio, ma sono fantasie: la spiaggia non è una gabbia. Mi auguro che il Comune cominci a sistemare quella del Passetto: il mare sotto casa è una fortuna per chi non viaggerà». Si freme a Palombina, gli operatori si sono rimboccati le maniche, anche se domina l’incertezza: «Si parla di uno spazio di 20 mq per ombrellone, il doppio del normale, del divieto di feste, aperitivi e partite di beach volley - commenta Marco Calbucci del Sunset -. Abbiamo già rinunciato all’apertura di Pasqua e perderemo tutto maggio: un grave danno».

E in riviera? Dopo l’estate-choc del 2019, con una tromba d’aria che ha rischiato di mettere in ginocchio gli operatori, l’obiettivo è ripartire il prima possibile. «Se ci basassimo sulle prenotazioni, sarebbe perfetto: ci chiamano come i forsennati, i più interessati sono i proprietari delle seconde case - dice Luca Paolillo, gestore dello stabilimento Taunus e presidente dell’Associazione bagnini della Riviera del Conero -. Per ora sto confermando solo i clienti abituali, a chi mi chiama per agosto rispondo che è troppo presto. Il dramma è la ristorazione: impensabile rispettare le regole». 

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