Grotte di Frasassi aperte ma solamente per piccoli gruppi

Grotte di Frasassi aperte ma solamente per piccoli gruppi
Grotte di Frasassi aperte ma solamente per piccoli gruppi
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Venerdì 28 Febbraio 2020, 05:45 - Ultimo aggiornamento: 10:48

GENGA  - Musei e teatri chiusi. Ma chiuse anche le Grotte di Frasassi. La biglietteria ha abbassato le sue saracinesche il 26 febbraio e fino al 4 marzo (salvo diversa disposizione dopo la nuova odinanza di ieri del governatore Ceriscioli) non si visiterà il complesso ipogeo. Il cuore pulsante del turismo marchigiano si ferma tuttavia non per colpa del recente provvedimento Coronavirus della giunta regionale ma per una banale questione d’interpretazione: le visite si possono fare ma solo con gruppi di dieci persone e i biglietti non coprono i costi di ogni visita guidata.

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«Sulla decisione presa dalla giunta regionale e dal governatore Luca Ceriscioli non mi esprimo – commenta il presidente del Consorzio Frasassi, Geniale Mariani – Anche se sono medico (é specializzato in otorinolaringoiatria ndr), non è assolutamente la sede per esprimermi. Però è di mia competenza informare che il provvedimento non era chiaro. Non si capiva se era possibile mantenere aperte le Grotte o se si dovevano chiudere e, con una lettera, abbiamo chiesto ovviamente una delucidazione». L’interpretazione arriva il 26 a tarda sera. Non lascia purtroppo spazi di manovra: sì all’apertura del complesso e, per scongiurare il pericolo dell’assembramento, si riserva le visite a piccoli gruppi di non più di dieci persone. «I conti sono facili da fare – precisa il presidente - Dieci persone anche con un biglietto a prezzo pieno portano un incasso che non compensa i costi vivi della visita guidata. Pertanto abbiamo dovuto prendere la decisione di chiudere il complesso ipogeo».

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Una disposizione grave che arriva in un momento particolarmente felice per il Consorzio. I primi 25 giorni di apertura di febbraio, dopo il fermo biologico di gennaio, dava flussi che lo stavano incoronando miglior mese di febbraio di questi ultimi 20 anni. Non solo. La decisione di chiudere le scuole ha un impatto diretto sul turismo scolastico e rischia di vanificare il lavoro di semina e di riorganizzazione dell’ente consortile. Da due anni è infatti applicata una nuova metodologia di approccio riservata al pacchetto turismo scolastico. Un gruppo di guide in un call center interno specificamente dedicato a quel segmento, è a servizio dei docenti italiani e stranieri. Un sistema che ha dato maggior sicurezza agli insegnanti e ha portato frutti come lo conferma l’impennata di escursioni e viaggi scolastici con le grotte inserite nei tour. A conferma che è davvero vincente il progetto “Frasassi, capitale del turismo scolastico” ideato sette anni fa con Legambiente e potenziato l’anno scorso con l’associazione Save the Children che ha permesso di dare maggior forza al materiale, all’approccio delle guide, alla comunicazione in generale.

Il Consorzio si aspetta un primo impatto negativo che si toccherà già alla prossima stagione pasquale ma spera che tutto sia attutito dal serio piano promozionale con cui quest’anno ha deciso di conquistare le tante anime dei turisti. A gennaio, le grotte erano nelle fiere di Utrecht in Olanda, Stoccarda, Zurigo; a febbraio, erano a Bruxelles, a Monaco, alla Bit di Milano e anche a Cosmobike a Verona. Adesso, c’è Berlino, Mosca, Parigi. Poi gioca anche i numerosi accordi commerciali chiusi con importanti tour operator stranieri e tutte le intese territoriali.

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