Tamponi a tappeto, adesso si fa sul serio: verifiche per tutto il personale della Rsa

Tamponi a tappeto, adesso si fa sul serio: verifiche per tutto il personale della Rsa
Tamponi a tappeto, adesso si fa sul serio: verifiche per tutto il personale della Rsa
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Mercoledì 1 Aprile 2020, 06:50

FILOTTRANO  - Novità per i sanitari entrati in contatto con pazienti positivi al coronavirus. Ieri mattina, a Filottrano, sono stati sottoposti a tamponi tutto il personale della Rsa, le due addette alle pulizie e una parte dei pazienti. Domani, sarà il turno del personale e dei pazienti della Residenza Protetta del Sant’Antonio Abate di Sassoferrato e, fra qualche giorno, delle Cure Intermedie e della Rsa del nosocomio sentinate. I due casi fanno scuola. Basta con la quarantena fiduciaria, quella che impone di lavorare in corsia e di sottoporre il personale entrato in contatto con malati Covid a tamponi solo in presenza di sintomi, al via tamponi a tappeto. L’Area Vasta 2 applica il protocollo firmato da sindacati e Governo il 24 marzo.

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«Un’intesa – spiegano Cgil, Cisl e Uil – che impone la necessità di assicurare ai servizi sanitari di operare nella massima sicurezza con l’adozione di tutte le misure necessarie a tutela della loro salute ma anche di evitare la diffusione del contagio nei servizi stessi e all’interno del nucleo familiare degli addetti e di assicurare che tutto il personale esposto, in via prioritaria, venga sottoposto ai test di laboratorio necessari ad evidenziare l’eventuale positività anche ai fini della prosecuzione dell’attività lavorativa».


 

Protocollo che ricordano in una lettera del 26 marzo inviata alla Regione Marche e alla Procura con cui Matteo Pintucci della Cgil, Luca Talevi della Cisl e Paolo Possanzini dell’Uil, esigono dall’ente regionale, quale datore di lavoro, la periodica esecuzione del tampone, il potenziamento delle condizioni di sicurezza e dispositivi. Non solo, il 28 marzo, un’altra lettera è stata inviata al governatore Ceriscioli con la quale i sindacati chiedono il censimento del personale sanitario e non sanitario colpito dal virus e anche la dislocazione dei pazienti ricoverati. «I dati finora ci fanno dedurre che il maggior carico della gestione dei pazienti colpiti dal Coronavirus sembra ricadere sulle aree non intensive, pertanto è importante conoscere la dotazione in termini di organico, rapportato al numero di posti letto, agli strumenti tecnologici e alla reale disponibilità di percorsi di diagnosi e di terapie».

Ma chiedono soprattutto quanti siano gli operatori sanitari sottoposti a tampone, quanti siano positivi, quanti in isolamento domiciliare, quanti ricoverati, e il quadro delle misure adottate per ridurre il rischio di contagio all’interno delle strutture sanitarie». Una prima risposta dell’Av2 sta nei tamponi di ieri al personale sanitario e ai pazienti della Rsa di Filottrano e oggi a quelli della RP di Sassoferrato.
 

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