Cinque morti al Mordini, il terrore del sindaco: «Tremo per il personale»

Mercoledì 1 Aprile 2020
Cinque morti al Mordini, il terrore del sindaco: «Tremo per il personale»

CASTELFIDARDO  - Convertire l’ex casa di riposo Mordini in Covid Hospital o altra struttura per decongestionare gli ospedali impegnati in prima linea nell’emergenza sanitaria che miete vittime soprattutto fra gli anziani. È la proposta avanzata alla Regione dal sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani, alle prese con la delicata situazione venutasi a creare all’interno della nuova residenza protetta per la terza età, dove sale e preoccupa il numero dei decessi. 

L’ultimo l’altro ieri notte. Il ventesimo in poco più di due settimane nella sede inaugurata nel settembre 2018 dalla cooperativa sociale Cooss Marche, di cui 5 accertati con tampone e riconducibili a complicanze da Coronavirus. «Odio i dati perché sono sempre freddi. Non spiegano nulla di cosa li ha prodotti. Non dicono del dolore delle famiglie. Non dicono quanto sacrificio e quanto eroismo abbia evitato numeri ancora peggiori. Non dicono quanto sia importante, soprattutto per un sindaco, verificarli e comunicarli in maniera tempestiva». Sono lo sfogo di fronte a un quadro incerto e in costante evoluzione, le parole scelte dal primo cittadino per divulgare ai fidardensi l’ultimo report inviato dalla Prefettura. 

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Anche perché, sovente, i dati raccolti sul territorio dalle singole Amministrazioni divergono di alcune unità dalle statistiche ufficiali. «Inutile dire che considero questi dati fortemente sottostimati e che la mia preoccupazione più grande è la casa di riposo», sottolinea Ascani. Qui, dal 1985, viveva Rosa Regini, l’85enne di Castelfidardo morta all’Inrca il 18 marzo dopo un ricovero d’urgenza appena 5 giorni prima. È il primo decesso collegabile al Covid-19 registrato nella città della fisarmonica, a seguito del quale il sindaco ha presentato un esposto in Procura per chiarire tempistiche e modalità adottate dai vertici della struttura nel comunicare la vicenda. «L’Asur ha fatto 22 tamponi venerdì scorso ai pazienti del Mordini con febbre e di questi si attendono ancora i risultati – afferma -. Il mio timore è che molti di questi ospiti e il personale possano essere contagiati». 

Pur alle prese con l’emergenza acuita dalla carenza di dispositivi di protezione e di personale, la cooperativa che gestisce la residenza protetta «ha garantito che sono state seguite le procedure per contenere il contagio d’accordo con l’Asur – precisa Ascani -. Al fine di tutelare sia gli ospiti che tutto il personale, ho chiesto di nuovo alle autorità competenti di fare i tamponi a tutti nella struttura». « Inoltre - aggiunge Ascani - ho ribadito alla Protezione civile nazionale e alla Regione Marche l’urgenza di reperire ulteriore personale, soprattutto medici e infermieri che possano supportare le case di riposo e consentano di attivare altre strutture come l’ex Mordini messo a disposizione dal Comune di Castelfidardo». Un edificio a norma e funzionante fino a un anno e mezzo fa, che ora potrebbe accogliere i pazienti contagiati come fungere da luogo dove indirizzare chi è affetto da altre patologie, o offrire un ricovero ai pazienti oncologici in lista di attesa negli hospice.

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