Bar Giuliani presente, dentro è un labirinto:«Ma per gli aperitivi puntiamo sui dehors»

Bar Giuliani presente, dentro è un labirinto:«Ma per gli aperitivi puntiamo sui dehors»
Bar Giuliani presente, dentro è un labirinto:«Ma per gli aperitivi puntiamo sui dehors»
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Venerdì 15 Maggio 2020, 11:51

Lunedì si riparte? Sì, no, boh. Bar e pub restano intrappolati nell’indecisione creata dal doppio protocollo di Inail e Regione. La differenza la fa un metro in più o in meno tra i tavoli: non è una questione di lana caprina, specie per i locali più piccoli. Per la Regione Marche è sufficiente separare i tavoli di un metro, che salgono a 2 per Inail e Iis, secondo cui va previsto anche uno spazio di 4 mq per cliente. Prepararsi in questo guazzabuglio di regole non è semplice, ma la voglia di tornare a lavorare è incontenibile. Al Bar Giuliani si fatica come per un trasloco. «Da lunedì riapriamo: ci siamo organizzati con ingressi contingentati, segnaletica orizzontale e verticale, percorsi separati», dice Michele Zannini. Per orientarsi ci vorrebbe una mappa. «Il cliente entra, va alla cassa e deve scegliere se vuole le sigarette o un caffè: nel primo caso paga ed esce da una porta dedicata, altrimenti va al bancone per consumare, per poi andarsene passando da un’altra porta. Può togliersi la mascherina solo per mangiare o sorseggiare il caffè». 

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E l’aperitivo? Si punta tutto sui déhors. «Dentro terremo giusto 3-4 tavoli, per il resto sfrutteremo l’area esterna da 70 mq, ma aspettiamo che il Comune ci dica quanto costa occupare un’area aggiuntiva: perderemo il 35-40% dei coperti, questo è chiaro». L’idea di un corso Garibaldi gremito di tavolini stuzzica gli operatori della ristorazione, sopratutto quelli che non possono godere di una vista sulla via dello shopping. Ci spera Domenico Petitti del bistrot Bugigattolo. «Riaprire lunedì per me è impossibile - confessa -. Ci sono troppe incertezze, non sappiamo a quale regolamento dar retta. Speriamo di tornare operativi da metà della prossima settimana, ma il mio locale è piccolo: la sindaca Mancinelli ha parlato della possibilità di sfruttare spazi esterni, sarebbe fondamentale poter allestire qualche tavolo su Corso Garibaldi. Anche perché l’esito delle prove fatte è impietoso: qui entreranno al massimo 10 persone. Non è un lavorare, ma un sopravvivere». Gli spazi non sono il forte nemmeno del Liberty che non riaprirà lunedì, ma forse giovedì 21.

«Noi abbiamo i divani: come facciamo a separarli?» si chiedono Simonetta Martedì e Fabio Cesini. La soluzione è nei divisori in vetro infrangibile. «Li collocheremo tra i divani, sperando che il metro di distanza tra un cliente e l’altro sia sufficiente, soprattutto nel caso di clienti non conviventi. Perché se arrivano tre amici a prendere una birra, è un problema». Di sicuro bisognerà prendere l’abitudine di telefonare in anticipo: la prenotazione potrebbe essere obbligatoria anche per un aperitivo al tavolo, come lo sarà fino a lunedì per ordinare un caffè o una colazione da asporto. 

«Domenica siamo impazziti, ci è preso l’esaurimento - sospirano Marina Longarini e il figlio Andrea Rossi del bar Piazza Diaz -. La gente ordinava il gelato dalla strada, sbirciando i gusti sulla lavagna, un minuto dopo entrava per ritirarlo e poi usciva per mangiarlo. A un certo punto sono arrivati i carabinieri, ma sono stati comprensivi perché così è ingestibile, ci vuole una segretaria. Da lunedì accoglieremo i clienti ai tavoli, anche se la ristorazione vera e propria partirà da giugno: contiamo di allargarci un po’ nella piazza, ma perderemo comunque metà delle sedute. E ve l’immaginate la fila per entrare uno alla volta a prendere un gelato?». 

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