Ospedale di Torrette, il virus corre: oltre 200 i ricoverati. E ora arriva il Covid-9

Martedì 31 Marzo 2020
Gli infermieri della Rianimazione di Torrette
ANCONA  - La soglia (non solo psicologica) dei 200 ricoverati da Covid è stata superata e adesso a Torrette l’emergenza è assoluta. Non è solo una questione di spazi, ma soprattutto di personale. Non è bastata l’ultima infornata di infermieri, con un centinaio di assunzioni-lampo grazie al concorsone di febbraio, né la chiamata alle armi di medici in pensione. La carenza di risorse umane resta profonda e a forza di dirottare personale dall’ordinaria amministrazione all’emergenza, la grande macchina dell’ospedale regionale rischia di incepparsi: oltre non si può andare.

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Eppure la Direzione medico-ospedaliera sta facendo di tutto per definire nuove strategie organizzative: uno sforzo immane ma indispensabile per rispondere alle criticità del momento. Nel risiko dei posti letto, si sta ragionando sull’allestimento di un Covid-9, nona area destinata all’assistenza di pazienti infettati dal Coronavirus che non provengono più soltanto dal nord delle Marche perché l’epidemia si sta spostando verso il centro-sud della regione, come dimostrano i 1.060 casi positivi registrati dal Gores nell’Anconetano alle 12 di ieri (579 in meno rispetto alla provincia di Pesaro-Urbino) senza dimenticare le 1.818 persone in isolamento domiciliare, tra cui 212 operatori sanitari. Dove e quando verrà allestito il Covid-9 è un rebus: sono al vaglio diverse soluzioni, nascerà da un puzzle organizzativo che coinvolgerà più reparti e specialità. 

 

Intanto, si cerca di espandere quel che è espandibile, nei limiti del possibile perché quattro piani su sei del presidio regionale sono già stati convertiti a reparti per malati da virus. Proprio in queste ore si sta ampliando il Covid-8, che si trova al terzo piano, nel tentativo di aggiungere 14 posti letto di terapia sub-intensiva a quelli già esistenti, che passeranno da 24 a 38 non appena verranno consegnati i monitor per l’assistenza dei pazienti. In questo modo, l’area semi-intensiva arriverà a circa 135 posti letto, anche se è la terapia intensiva quella più in apnea: si sta provando a portarla a quota 45 postazioni grazie a una rivisitazione degli spazi all’interno del Blocco operatorio. 

Torrette diventerà così il più importante ospedale Covid della regione, se non del centro Italia. Il problema, come detto, è reperire personale per garantire cure a tutti i pazienti infettati dal virus che ieri a mezzogiorno erano 201, di cui 42 in terapia intensiva (18 nella clinica di Rianimazione e 24 nel Blocco operatorio), 96 in semi-intensiva (39 in Malattie Infettive, 16 nell’ex Subntensiva area rossa, 8 nell’ex Sia, 12 in Pneumologia e 21 nel Covid-8 al terzo piano), 4 nell’area Covid del Pronto soccorso e 59 nel setting post-critico, con altri 9 pazienti sospetti da ricoverare in attesa della risposta del tampone. 

Se Torrette è sotto stress, non lo è da meno l’Inrca dove sono ricoverati 45 pazienti positivi al Coronavirus, di cui 7 in terapia intensiva. Al Salesi, dove i posti letto dedicati ai Covid sono 12, resta ricoverato in Rianimazione pediatrica il neonato di Urbino che ha contratto il virus durante il trasferimento ad Ancona per un’operazione a cui doveva essere sottoposto: le sue condizioni sono giudicate stabili, ma viene costantemente tenuto sotto osservazione.  © RIPRODUZIONE RISERVATA