«Noi, i dannati del Covid. Quarantena senza fine». I titolari di palestre, piscine, discoteche, cinema e teatri ancora costretti alla chiusura

«Noi, i dannati del Covid. Quarantena senza fine». I titolari di palestre, piscine, discoteche, cinema e teatri ancora costretti alla chiusura
«Noi, i dannati del Covid. Quarantena senza fine». ​I titolari di palestre, piscine, discoteche, cinema e teatri ancora costretti alla chiusura
di Stefano Rispoli
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Mercoledì 13 Maggio 2020, 03:20

ANCONA - Palestre, piscine, discoteche, cinema, teatri: qui le porte restano sbarrate e le luci spente perché la fase-2 non è mai cominciata. I dannati del Covid sono gli imprenditori dei settori destinati ad essere gli ultimi a ripartire: se per i centri sportivi un’idea indicativa c’è - si parla dell’ultima settimana di maggio o la prima di giugno - la cultura e la movida dovranno aspettare mesi. Scalpitano i titolari dei centri fitness: nella categoria del fine-pena-mai, sono i più speranzosi. 

Stando alla bozza di protocollo, anche per un po’ di panca e addominali servirà la prenotazione obbligatoria e, finita la seduta, la doccia bisognerà farla ognuno a casa sua. «Si parla della distanza di due metri e mezzo tra uno sportivo e l’altro, macchinari distanziati e spogliatoi chiusi - spiega Claudia Principi della palestra Happiness -. In più, l’accesso sarà solo su prenotazione, anche in sala pesi. Le lezioni di gruppo si faranno, ma riducendo la capienza e con apposite griglie nelle sale. Pare che per allenarsi non ci sarà bisogno della mascherina, ce lo auguriamo perché sarebbe molto scomodo». In compenso, nel periodo della quarantena forzata ha avuto un successone il coaching online, «per questo offriremo un ampio planning di corsi virtuali su Zoom per chi non se la sente di tornare in palestra. E quando arriverà il via libera del ministro Spadafora, contiamo di aprire la Urban Fitness in piazza Pertini, che avremmo dovuto inaugurare a marzo». 

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Conta di salvare la stagione estiva Igor Pace, allenatore della Vela Ancona di pallanuoto e referente del consorzio Cogepi che gestisce le piscine comunali del Passetto e di Ponterosso. «Nei protocolli per gli stabilimenti balneari rientrano anche le piscine, per cui ci stiamo attrezzando per riaprirle a giugno, anche per gli allenamenti di gruppo - conferma -. Ma temo che perderemo un quinto dei clienti, stando alle linee-guida della Federazione Italiana Nuoto che prevedono il limite di un bagnante ogni 7 metri quadri e due metri di distanziamento per chi fa attività sportiva, niente spogliatoi e docce, controllo della temperatura e sanificazione costante. I costi di una piscina sono ben diversi da quelli di una palestra, non si sorreggono con queste limitazioni: speriamo di ricevere garanzie dal Comune nei prossimi incontri». Per la movida, invece, l’estate 2020 sarà con il silenziatore: niente party, discoteche off limits.

«Credo che non ci faranno riaprire nemmeno quando la situazione sarà tornata al 70% della normalità - allarga le braccia Alessandro Sartarelli di E20 Divertenti -. E poi, uno a una festa va per divertirsi: chi entrerebbe in un locale da 1500 persone, se poi potrebbero starcene solo 300 distanziate? Sarebbe impossibile e poco conveniente. Ho paura che saremo gli ultimi a ripartire: dopo Corinaldo, il Coronavirus è stato il colpo di grazia per gli organizzatori di eventi. Mi auguro almeno di poter allestire qualche cena-spettacolo per agosto, con tutte le limitazioni del caso». E’ buio pesto anche nei teatri, ma agli attori l’inventiva non manca. «Dopo i consulti poetici al telefono, stiamo ospitando spettacoli virtuali sul nostro sito con contributi originali degli artisti - dice Velia Papa, direttrice di Marche Teatro -. Noi non ci fermiamo: gli attori continuano a fare prove on line e per fine mese prepareremo un progetto di site-specific, una rappresentazione live all’aperto con presenza di pubblico, seguendo tutte le prescrizioni di legge. Certo, ad oggi fare previsioni sulla riapertura dei teatri purtroppo è impossibile».

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