Castorina, fuori dal Covid dopo 54 giorni. Il capitano dell'Osimana contagiato in Sardegna. «Presto potrò tornare a giocare»

Martedì 13 Ottobre 2020 di Giacomo Quattrini

OSIMO Dopo 54 giorni finisce l’incubo di Alessandro Castorina, il 30enne capitano dell’Osimana contagiato dal coronavirus rientrando da una vacanza in Sardegna dopo Ferragosto. Figlio di una famiglia di commercianti osimani e conosciuto nel mondo sportivo come calciatore, personal trainer in palestra e istruttore nel settore giovanile dell’Osimana, Castorina ha annunciato ieri con una foto sui social di essere libero dal Covid. Per lui sono stati due mesi di costrizioni in casa, senza sintomi ma col virus che non se ne voleva andare.

 

 
La vicenda 
Per due volte è stato tra i cosiddetti falsi negativi che ora, col nuovo decreto governativo, scompariranno. Finora infatti un ammalato Covid, pur asintomatico da giorni, per uscire dalla quarantena aveva bisogno di due tamponi negativi ravvicinati e per due volte Castorina è risultato negativo al primo ma positivo 3-4 giorni dopo. Costretto dunque ad altro isolamento prima di farli di nuovo. L’ultimo, svolto venerdì, ha dato ieri l’esito che tutti speravano. In merito a questo cambio di gestione della quarantena voluto da Ministero della Salute e Cts, Castorina parla di «una beffa per me, perché già da tempo le evidenze scientifiche erano altre ma il protocollo è rimasto rigido costringendomi in isolamento pur senza sintomi da ormai 50 giorni e con un tampone negativo. Per fortuna ora lo hanno cambiato, perché chi ha una famiglia e deve lavorare non può permettersi di restare a casa se sta bene e ha bassa carica virale». 
Il suo è stato il primo caso di contagio in una società dilettantistica marchigiana, con quarantena di tutta la prima squadra dell’Osimana a fine agosto. La vicenda costrinse la Figc a chiedere un cambio di protocollo, con isolamento solo per i positivi e non pure per i negativi venuti a contatto col contagiato: se ne sta ancora discutendo con le Asl. «Mi è spiaciuto per i compagni ma non ho rammarico, quando sono partito la Sardegna era Covid free, ero tranquillo, la sfortuna ha voluto che ci fosse poi un focolaio proprio lì, o forse nel traghetto». 
Sulla malattia ricorda che «ho avuto solo un giorno e mezzo di febbre e sintomi blandi poi sono stato bene, anzi mi sono sempre allenato e nel giro di 2-3 settimane tornerò a giocare con l’Osimana». Il momento più difficile? «L’ultima settimana, quando al secondo tampone di controllo sono risultato di nuovo positivo. Inspiegabile, mi sentivo già libero e invece sono ricaduto nell’incubo». Come lui anche l’amico Andrea Zenga, col quale era andato in vacanza, ha vissuto quella illusione «ma finalmente è finita, voglio ringraziare la mia famiglia e -dice il 30enne - tutti quelli che mi hanno scritto dandomi forza». Ora si torna a lavoro «anche perché da questa storia ne esco fortemente penalizzato perché tra lockdown e quarantena ho perso sei mesi». Ai giovani come lui, a volte i più restii ad indossare la mascherina nei luoghi della movida, Castorina dice: «Nessuno vuol ricadere nel lockdown ed è giusto seguire le precauzioni. Va tutelata però anche la nostra libertà di socializzare e vivere con gioia, cosa che ahimè è molto difficile da fare con certe regole. Seguiamole, sperando che finiscano presto».

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