Veterinario trovato morto a Malta: «Quello non è il corpo di mio figlio, serve il Dna»

Manuel Giovannelli
Manuel Giovannelli
di Sabrina Marinelli
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Martedì 17 Novembre 2020, 05:35

CORINALDO  - Choc per la famiglia di Manuel Giovannelli, dopo aver ricevuto l’esito dell’autopsia svolta ad Ancona. «Quel corpo non è di mio figlio» sbotta la madre Anna Grossi, che aggiunge: «Manuel era alto 1,74 metri e non 1,85 come scritto inoltre non fumava ed era un salutista ma risulta avere i polmoni consumati dal fumo. Non abbiamo mai potuto vederlo e non è stata fatta la comparazione del Dna. Di chi è quel cadavere che ci hanno mandato da Malta?». Il 42enne di Corinaldo è stato trovato senza vita in mare lo scorso marzo a Malta dove viveva e lavorava come veterinario governativo.

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«L’autopsia dice che la morte è dovuta alla caduta – aggiunge l’avvocato Myriam Fugaro – per cui parlare di suicidio è improprio, può essere scivolato o è stato spinto. Faccio fatica a pensare che non sia Manuel però chiederemo spiegazioni al perito di questi errori oltre all’analisi del Dna, che non è stata mai fatta, perché una mamma ha diritto di sapere con certezza di aver sepolto il proprio figlio».

La famiglia vuole rivolgersi alla criminologa Roberta Bruzzone intanto la madre di Manuel è amareggiata. «Tutti vogliamo sapere perché è morto Giulio Regeni – interviene Anna Grossi, riferendosi alle polemiche per il manifesto rimosso dal Comune di Senigallia – ma anche mio figlio merita verità e giustizia. E’ morto in un paese straniero, ucciso, ne sono convinta. Mi aveva raccontato di non condividere la gestione degli immigrati e aveva deciso di tornare in Italia ma non ha fatto in tempo». La polizia di Malta ha aperto un’inchiesta. «Non abbiamo più saputo nulla – ricorda la madre –. Quanti oggi protestano perché è stato rimosso uno striscione per Giulio Regeni, perché non mi aiutano facendo sentire forte la loro voce anche per Manuel? E’ un marchigiano, figlio di questo territorio. Possibile che a nessuno interessi? Aiutatemi a rendergli giustizia». Anna Grossi ha scritto al Ministro Di Maio ed ha mandato un appello al premier Conte senza ricevere risposte.

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