Lupi a spasso sul Conero, un branco sopra Portonovo a caccia di cinghiali. E l'ente Parco rassicura: «Qui niente peste suina»

Giovedì 20 Gennaio 2022 di Roberto Senigalliesi
Lupi a spasso sul Conero, un branco sopra Portonovo a caccia di cinghiali. E l'ente Parco rassicura: «Qui niente peste suina»

SIROLO - I lupi sono parte integrante della fauna del Conero. Circolano oramai indisturbati dentro il perimetro del Parco, testimoniato da diversi avvistamenti che si sono succeduti negli ultimi giorni. Come accaduto la notte fra sabato e domenica scorsa nei pressi del cimitero i Sirolo, oppure tra Natale e Capodanno in una stradina secondaria del Coppo, nelle vicinanze del Conero Golf, e più recentemente nei pressi dell’Hotel Beatrice di Sirolo. 

 

Presenze sempre più rilevanti come quelle confermate nelle foto scattate nei campi dietro il parcheggio scambiatore di Portonovo dove ad essere immortalati solo stati quasi una decina di lupi che scorrazzavano il libertà accanto ad una carcassa di cinghiale, la loro preda preferita, visto che il lupo è notoriamente il primo cacciatore di ungulati. Ed è presumibile pensare che durante le notti, lungo il Conero, si svolgano delle vere e proprie battaglie fra queste due specie di animali che oramai hanno preso piede da queste parti. 
Sulla presenza del lupo e sui danni che possono recare attaccando anche altri animali ne sono testimoni agricoltori ed allevatori nei confronti dei loro bestiami e di animali da affezione. L’unica consolazione, se così vogliamo chiamarla, è che questo animale non aggredisce l’uomo, mentre vale la pena ricordare che è protetto oramai da quasi 50 anni e che ogni azione nei suoi confronti è punito dalla legge. Intanto il Parco del Conero, per bocca del suo direttore Marco Zannini, interviene su un’altra possibile problematica avvertendo che, secondo i controlli effettuati dalla Asur, non vi è traccia di peste suina, il virus che preoccupa molto gli allevatori di maiali, nel Parco del Conero. E’ quanto si evince dal report dell’Asur sui capi abbattuti tramite prelievo selettivo nel 2021: per la precisione tale prelievo di cinghiali ha riguardato 430 capi di cui 394 da prelievo selettivo tramite abbattimento e 36 tramite cattura (nel 2020 i capi erano stati 295). «Dai rilievi sui cinghiali prelevati o trovati morti- grazie al lavoro congiunto dell’Ente Parco e dell’Asur - afferma Zannini- possiamo affermare che il virus della peste suina tanto temuto, non è stato rilevato nel Parco. Controlli sanitari compiuti che rappresentano un campione statisticamente attendibile, anche per quanto riguarda lo stato di salute della popolazione». Ed ancora Zannini: «Il ruolo di un’area protetta risiede anche nella selezione a fini di ricomporre squilibri ecologici accertati, non è così ad esempio per il lupo».
Poi parla di risultati: «Stiamo andando verso i risultati attesi grazie all’aumento della pressione nella selezione, al costante miglioramento della qualità del lavoro di prelievo e l’avvio dell’attività di trappolaggio con ulteriori 45 operatori divisi in 10 unità operative. Proprio il trappolaggio – conclude –farà in modo di dissuadere i cinghiali dallo spingersi nelle zone maggiormente urbanizzate». Per raggiungere questo obiettivo Zannini chiede ancora la collaborazione dei residenti nel non offrire opportunità di approvvigionamento, anche involontaria, di cibo a questi animali.

Ultimo aggiornamento: 14:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA