Stalking in Comune, chiusa l'inchiesta: il sindaco Costantini rischia il processo

Stalking in Comune, chiusa l'inchiesta: il sindaco Costantini rischia il processo
Stalking in Comune, chiusa l'inchiesta: il sindaco Costantini rischia il processo
di Gianluca Fenucci
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Mercoledì 16 Marzo 2022, 05:10

CHIARAVALLE - È stata fissata a giovedì 5 maggio presso il tribunale di Ancona l’udienza preliminare nei confronti di Damiano Costantini, sindaco di Chiaravalle, accusato da una dipendente comunale di stalking e molestie. Il gup dovrà decidere se accogliere la richiesta della procura e rinviare a giudizio Costantini. L’inchiesta era iniziata in seguito alla denuncia presentata dalla quarantottenne ex dirigente comunale, con cui il sindaco aveva avuto una relazione. 

 

La misura 

Damiano Costantini non poteva avvicinarsi alla donna e non poteva contattarla con nessun mezzo perché dal 22 novembre 2021 il gip lo aveva sottoposto ad una misura cautelare che lo obbligava a stare almeno a cento metri di distanza. Costantini, 52 anni, eletto con una lista civica di centrosinistra e attualmente al suo secondo mandato elettorale, si era difeso, tramite il suo avvocato Roberto Marini, affermando che non c’era nulla di vero nelle accuse che gli erano state rivolte. La Procura di Ancona gli ha contestato il reato di stalking. Gli atti persecutori sarebbero stati compiuti nei confronti della dipendente comunale, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale durata qualche anno e sfociata in atti pesanti commessi dal sindaco nei confronti della ex dirigente. Costantini l’avrebbe più volte apostrofata con epiteti molto pesanti, urlandole in faccia improperi ed arrivando anche a sputarle addosso. 

Il pressing

«Come ti ho fatta arrivare alle stelle – avrebbe urlato minaccioso il sindaco alla donna – ti porterò nelle stalle. Sai che chi si mette contro di me non la passa liscia». Lo stalking sarebbe durato da gennaio a novembre dello scorso anno, quando poi è stata applicata la misura cautelare. Dal 14 febbraio scorso la donna si è trasferita presso il comune di Fabriano, dove ricopre un significativo incarico dirigenziale: anche a Chiaravalle, però, dirigeva un importante settore comunale, quello che si occupa di bilancio e finanziamenti europei e statali. Ha scelto di percorrere talvolta in treno ed altre in auto 120 chilometri al giorno pur di ritrovare la serenità ed il piacere di recarsi al lavoro. 
L’avvocato Roberta Montenovo che la difende, parla di «una donna ferita e delusa» che pian piano sta ritrovando la serenità perduta. «In Comune tutti sapevano tutto da almeno un anno, dagli amministratori ai politici, ai dipendenti - aveva detto dopo che la sua denuncia nei confronti del sindaco era divenuta di dominio pubblico – alcuni colleghi con la C maiuscola mi hanno sempre mostrato vicinanza e solidarietà, altri hanno probabilmente avuto paura di eventuali conseguenze».

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