«Non mi dimetto»: il sindaco accusato di stalking tira dritto, ma il telefono resta spento e in Municipio non si vede da un po'

«Non mi dimetto»: il sindaco accusato di stalking tira dritto, ma il telefono resta spento e in Municipio non si vede da un po'
«Non mi dimetto»: il sindaco accusato di stalking tira dritto, ma il telefono resta spento e in Municipio non si vede da un po'
di Gianluca Fenucci
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Mercoledì 2 Febbraio 2022, 10:35

CHIARAVALLE «Non farò passi indietro e non ho intenzione di dimettermi o di autosospendermi». Damiano Costantini conferma ai fedelissimi che lo hanno accompagnato in questi anni nel tragitto politico e amministrativo con la lista civica Chiaravalle Domani il suo fermo intendimento di restare in carica come sindaco di Chiaravalle fino alla fine del mandato, nel giugno 2023. Costantini continua a tenere spenti i telefoni e in piazza Risorgimento, in municipio, non si è visto di recente. 

 

I retroscena

Anche con assessori e consiglieri comunali comunica raramente e tramite chiamate telefoniche. Eppure chi lo conosce bene conferma ciò che il sindaco ha detto fin da una settimana fa, quando è diventata di dominio pubblico la notizia dell’accusa di stalking e molestie mossa nei suoi confronti da una funzionaria comunale con cui Costantini aveva avuto una relazione durata diverso tempo. Le riunioni della maggioranza si susseguono in quella che è diventata una telenovela senza fine. Dopo l’incontro interlocutorio di una settimana fa e quello più significativo e lungo di venerdì scorso, a cui ha preso parte pure Costantini, anche l’incontro tra gli esponenti del direttivo dell’associazione Chiaravalle Domani e gli assessori ed i consiglieri comunali, avvenuto lunedì sera e durato quasi 4 ore, non ha partorito decisioni definitive ma nel gruppo ora c’è chi chiede al sindaco di autosospendersi o di dimettersi.
«Una conclusione definitiva non c’è – affermano dal gruppo consiliare di maggioranza - ed è rinviata ad un’ultima riunione con tutti gli associati di Chiaravalle Domani che si terrà domani (oggi, ndr) pomeriggio. Visto il ripetersi delle riunioni si può ben comprendere che la situazione interna al gruppo e all’associazione è molto tesa e incerta e non c’è una posizione unanime che metta tutti d’accordo e porti ad una decisione definitiva e chiara. Oggi però sarà per forza di cose l’ultimo passaggio». E si saprà se Damiano Costantini avrà ancora il supporto del gruppo o se è stata condivisa la linea di chi gli chiede di fare un passo indietro. Si sa che il sindaco ha un carattere deciso e poco disponibile a transazioni forte del 73% dei voti, ma negli ultimi giorni il gruppo degli scettici e dei critici sull’operato di Costantini si è allargato. L’avvocato Roberto Marini, che difende il sindaco, non entra negli aspetti politici e dice che a livello giudiziario non ci sono novità. Ma il fronte di chi chiede al sindaco di dimettersi è in aumento. 

La petizione

Le firme raccolte nella petizione a difesa della dipendente comunale sono giunte quasi a 200 e anche la Cgil le esprime solidarietà e vicinanza. «Le sentenze le formula la magistratura, ci sono però elementi che chiamano ognuno ad interrogarsi, in particolare gli amministratori coinvolti. Condanniamo con forza ogni forma di violenza di genere e di molestia dentro e fuori i luoghi di lavoro ed è stato ammirevole il coraggio della dipendente comunale nel denunciare alle autorità quanto subìto». Anche Alessandro Mancinelli della Cisl e Sandro Bellagamba della Uil hanno ribadito i concetti espressi dalla Cgil. Venerdì prossimo si terrà anche l’assemblea dei dipendenti comunali per discutere del “caso Costantini”.

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