«Chiamo il 113». Mette in fuga
due furbetti dello specchietto

«Chiamo il 113». Mette in fuga due furbetti dello specchietto
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Martedì 28 Maggio 2019, 07:35

ANCONA - L’estate si avvicina e tornano, come ogni anno, i furbetti dello specchietto. Stavolta hanno cercato di colpire a Torrette, nei pressi dell’ingresso della Facoltà di Medicina, ma la donna che hanno tentato di raggirare è stata più furba di loro: le è bastato minacciare di chiamare il 113 per convincerli a desistere e allontanarsi. Purtroppo non è riuscita ad annotare il numero di targa dell’auto in fuga, ma ha segnalato tutto alla polizia che ora indaga sull’accaduto. 

La potenziale vittima è una 43enne anconetana che ha pensato bene di lanciare l’allarme anche su Facebook per far circolare la voce e mettere tutti in guardia, in modo da impedire che qualcuno possa cadere nel tranello ordito da una coppia di giovani, un uomo e una donna. Ieri mattina si aggiravano in modo sospetto nei pressi dell’ospedale regionale di Torrette a bordo di un’utilitaria nera. La testimone racconta di essere stata avvicinata all’ingresso pedonale dell’Università. La tecnica è sempre la stessa. In genere i truffatori lanciano un sassolino addosso all’auto della vittima in modo da simulare un incidente. La inseguono, la invitano a fermarsi e poi mostrano il danno allo specchietto retrovisore che si sono procurati chissà quanto tempo prima. Così hanno fatto con la 43enne. «Hanno cercato di farmi credere che con la mia macchina avevo urtato il loro specchietto, rompendolo - scrive su Facebook -. Per questo chiedevano 160 euro». Insomma, non proprio una cifra ridicola. La donna, però, non ci è cascata. 

«Poiché ero sicura che la dinamica che mi raccontavano non era possibile, ho detto che avrei chiamato i vigili per fare chiarezza». È bastato il sospetto che potessero arrivare le forze dell’ordine per convincere la coppia di furbetti ad andarsene. «Sono fuggiti immediatamente senza neanche parlare - aggiunge - ma purtroppo non sono riuscita a prendere la targa». La donna ha comunque segnalato l’episodio alla polizia, che ha annotato la descrizione dei due furfanti e ha attivato le ricerche. 

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