Muore in casa della figlia a Varese: Castelfidardo in lacrime per la scomparsa di Borsini, maestro della fisarmonica

Mercoledì 7 Aprile 2021 di Arianna Carini
Vincenzo Borsini

CASTELFIDARDO - Il comparto della fisarmonica piange uno dei suoi decani più illustri. Il sorriso di Vincenzo Borsini si è spento lunedì sera mentre si trovava a Varese dalla figlia. Con lui se ne va un pezzo di storia dell’imprenditoria fidardense.

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Dal padre Elio, fondatore al fianco dello zio Ido di una delle più antiche fabbriche di fisarmoniche a Castelfidardo, Vincenzo Borsini aveva ereditato la passione per lo strumento ad ancia che lo portò, subito dopo la guerra, a subentrare assieme ai fratelli nella gestione del laboratorio avviato nel 1922 in via Battisti. Un opificio alle porte del centro storico rimasto attivo fino a pochi anni fa, in cui chiunque abbia avuto la fortuna di entrare ha potuto toccare con mano un secolo di storia costruita con sacrificio, serietà e ricerca della massima qualità.

Se nel portare avanti il marchio di famiglia, il fratello Giancarlo era la mente che si occupava dell’aspetto amministrativo e direzionale mentre l’altro fratello Amerigo seguiva il reparto del legno, Vincenzo era non solo un abile addetto all’accordatura ed un discreto musicista, ma un personaggio amato per il carisma. Con la battuta sulla punta della lingua e la fisarmonica in mano, pronto in qualsiasi momento a far scivolare le sue dita sulla tastiera per dar voce a quegli strumenti che erano la sua vita. A giorni la salma sarà trasferita a Castelfidardo per il rito funebre.

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