Castelfidardo in lacrime per Riccardo, ma non è chiara la dinamica dell'incidente choc con la mietitrebbia: la Procura indaga

Castelfidardo in lacrime per Riccardo, ma non è chiara la dinamica dell'incidente choc con la mietitrebbia: la Procura indaga
Castelfidardo in lacrime per Riccardo, ma non è chiara la dinamica dell'incidente choc con la mietitrebbia: la Procura indaga
di Giacomo Quattrini
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Venerdì 10 Giugno 2022, 06:05

CASTELFIDARDO - Si terranno domani pomeriggio alle 16 nella chiesa di Sant’Antonio, vicino al parco del Monumento, i funerali di Riccardo Menghini, il centauro 26enne che è morto mercoledì nel terribile incidente stradale avvenuto verso le 13 davanti l’ex ospedale di Castelfidardo. E’ lì, nell’oratorio della parrocchia di Sant’Antonio, a poche centinaia di metri della casa di via Bramante, che Riccardo ha trascorso tanti pomeriggi a giocare quando era piccolo. 

Il ricordo 

Un ragazzo educato, riservato ma pieno di vita, che spesso si ritrovava con gli amici al O’Brian Pub in centro. Il fratello minore Diego, nei momenti drammatici e strazianti dell’arrivo dei parenti sul luogo dell’incidente, ha urlato parole al vento ricordando che Riki «era il figlio perfetto, quello che ci teneva a tenere unita la famiglia, a stare in casa tra di noi, non doveva andarsene». In quello scenario drammatico che era diventata via XXV Aprile mercoledì, proprio di fronte alla Rsa cittadina, oltre a lui e ai genitori era corsa anche la fidanzata di Riccardo, Elisa, anche lei fidardense, sostenuta dalle amiche in quei momenti tragici nei quali il mondo le è caduto addosso. Forse anche per questo, per rispettare il lutto, è calato un velo di silenzio in città. Nessun commento sui social network, nessun post lasciato sulle pagine Facebook ed Instagram di Riccardo e dei suoi amici. Tutti quanti hanno rispettato la riservatezza dei Menghini, famiglia stimata in città, conosciuta e discreta. Il papà di Riki, Leonardo, è autista in pensione di autobus di linea. La mamma Paola è impiegata alla scuola media dell’Istituto comprensivo Soprani, che ha commissionato un manifesto di cordoglio. Così come lo hanno voluto gli amici interisti del 26enne, tifoso sfegatato dei colori nerazzurri. La sua salma fino a ieri pomeriggio è rimasta all’obitorio di Torrette a disposizione del pubblico ministero Rosario Lioniello, che ha disposto l’ispezione cadaverica. Dal primo pomeriggio di oggi sarà allestita la camera ardente nella Casa del Commiato Virgini in via Bramante 1. Intanto la polizia locale, come da prassi, ha chiesto gli esami ematici sulle due persone coinvolte nell’incidente, ha fatto sequestrare i loro mezzi e ora sta ascoltando testimoni e visionando spycam della zona per ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento non è del tutto chiara. Bisogna capire come mai Riccardo abbia perso il controllo della sua moto Yamaha di grossa cilindrata mentre stava andando nell’agenzia assicurativa presso cui lavorava. Non sarebbe caduto per l’alta velocità: stando ad alcuni testimoni era in coda ad altre auto e ha sbandato all’altezza del dosso rialzato per l’attraversamento pedonale, finendo contro la mietitrebbia che sopraggiungeva in quel momento dalla direzione opposta, verso le Fornaci. 

Le indagini

La Procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta ma ancora non ha confermato l’ipotesi dell’omicidio stradale nei confronti dell’autista del mezzo agricolo, un recanatese sul quale la polizia locale dovrà accertare la regolare autorizzazione per transitare in quella strada in centro città. Per mezzi eccezionali come la mietitrebbia esiste infatti una normativa particolare prevista dal Codice della Strada.

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