Caro bollette, Jesi corre ai ripari: «Mura storiche illuminate solo nei festivi e prefestivi»

Caro bollette, Jesi corre ai ripari: «Mura storiche illuminate solo nei festivi e prefestivi»
Caro bollette, Jesi corre ai ripari: «Mura storiche illuminate solo nei festivi e prefestivi»
di Fabrizio Romagnoli
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Venerdì 30 Settembre 2022, 03:10

JESI - Mura storiche cittadine illuminate di notte solo nei festivi e prefestivi, per cominciare a contenere il caro bolletta legato ai costi energetici in aumento. «Una scelta presa anche per dare un segnale sul tema» ha detto il sindaco Lorenzo Fiordelmondo annunciandola ieri in Consiglio comunale, tornato a riunirsi per la prima volta dopo la pausa estiva.

Una seduta in cui si è parlato di lavori pubblici, con l’assessora delegata Valeria Melappioni a spiegare la necessità di «rivalutare» il piano delle opere ereditato dalla precedente amministrazione, anche qui causa l’impennata dei prezzi.


Le criticità 


E poi il tema sanità, con lo stesso sindaco Fiordelmondo a riferire di un recente colloquio con la direttrice generale dell’Asur, Nadia Storti, sulle problematiche dell’ospedale Carlo Urbani. «La criticità legata alla carenza di posti letto in reparti come reumatologia, cardiologia, ortopedia, si appresta a rientrare in tempi brevi, più precisamente a partire dal 3 ottobre. È ciò che mi ha riferito la direttrice Storti – ha detto Fiordelmondo – ovviamente, un recupero di posti letto con riferimento non all’era pre Covid, dato che in ospedale i distanziamenti vanno mantenuti, ma rispetto al piano ferie». Prosegue Fiordelmondo: «Restano sul tavolo le altre questioni da affrontare: su tutte i problemi del pronto soccorso ma anche il destino dell’area dell’ex ospedale in viale della Vittoria. Uno spazio fondamentale per la città. Ma va tenuto conto che al momento siamo di fatto in un “trimestre bianco”, data la riforma regionale della sanità che dal nuovo anno ci porterà ad avere altri interlocutori». Intanto, appunto, il tema dell’impatto sui conti comunali dei generali rincari, a partire da quelli legati a energia e, quindi, all’illuminazione pubblica.

La decisione

«Ci siamo confrontati col gestore Jesi Servizi - spiega Fiordelmondo – e abbiamo deciso insieme lo spegnimento delle luci architettoniche. Ovvero quelle che illuminano in particolare le mura e le emergenze architettoniche della città. Resteranno accese solo nei festivi e prefestivi». Poche settimane fa, lo stesso primo cittadino aveva parlato di «maggiori spese in bilancio previste dagli uffici legate alle utenze per un milione e 200mila euro». Specificando che «al momento l’ente può fronteggiarle grazie a un residuo in cassa di fondi Covid, agli stanziamenti del Governo per sostenere tale situazione e ad altre risorse disponibili». E l’amministratore di JesiServizi, Salvatore Pisconti, aveva dichiarato: «A parità di periodo, dopo il rifacimento oggi il sistema di illuminazione pubblica a Jesi consuma il 50% in meno di quanto faceva coi vecchi punti luce. Ma i costi kilowattora sono quintuplicati». E ad aumentare con l’energia, e le materie prime, sono anche le previsioni di spesa per le opere pubbliche. 


I finanziamenti


«Rispetto al Piano ereditato dalla precedente amministrazione, e dato l’incremento dei costi, stiamo vagliando con gli uffici ogni singolo progetto, dal punto di vista della tipologia di finanziamento a disposizione, del livello di progettazione raggiunto e dell’adeguatezza del quadro economico – ha risposto l’assessora Valeria Melappioni a una interrogazione di Francesco Rossetti (Riformisti) – verifica e rivalutazione sono necessarie. Le parole chiave sono in ogni caso procedere con l’esecuzione delle opere già avviate e che hanno già assicurati finanziamenti extra comunali». Quanto ai progetti, saranno valutati «con riferimento a un sistema complessivo di città e a una visione a lungo termine legata a qualità urbana e spazi a misura d’uomo». 

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