Psicosi virus: famiglia cinese si mette in quarantena. Comunità preoccupata

Mercoledì 12 Febbraio 2020
Psicosi virus: famiglia cinese si mette in quarantena. Comunità preoccupata

CAMERATA PICENA  - «Nessun allarmismo, bisogna evitare ogni tipo di psicosi». David Fiorini, sindaco di Camerata, commenta così la notizia che si è presto diffusa in paese della presenza di una famiglia cinese che abita nel centro storico e che è rientrata pochi giorni fa dalla Cina. «La situazione è assolutamente normale e non crea alcun problema – dice Fiorini – i cittadini non devono avere alcun timore. La famiglia composta da quattro persone – padre, madre e due figlie – vive in Italia da moltissimo tempo, è ben integrata, è stata in Cina per qualche settimana ed ha fatto ritorno a Camerata lo scorso 2 febbraio dopo che il volo dal Paese asiatico aveva fatto scalo a Praga per poi raggiungere Roma».

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Continua il sindaco: «In Cina sono stati in una città che è lontana oltre 600 chilometri da Wuhan, dove è stato registrato il focolaio del Coronavirus, e quando sono tornati si sono sottoposti ai controlli medici e nessuno di loro ha problemi o ha manifestato sintomi influenzali. Quindi, è una situazione normale e non vorrei che ci fossero ripercussioni per nessuno visto che non esistono problemi». La famiglia cinese è ben inserita nel contesto sociale, si è spostata per qualche tempo anche a Pescara per via del lavoro, gli adulti lavorano regolarmente in Italia e a Camerata hanno anche trovato occupazione fino a qualche anno fa in un ristorante molto noto e apprezzato del centro storico che ora è stato trasferito. 

Per non creare disagi e per evitare stupide speculazioni ed inutili e deleteri allarmismi la famiglia ha deciso autonomamente di porsi in una sorta di auto quarantena in casa, evitando di uscire e di avere contatti con l’esterno. Abitano in una casa di proprietà di una signora di Camerata che ha un’attività in centro. «Non ci sono motivi di preoccupazione – sostiene Paolo Tittarelli, ex sindaco di Camerata – e l’allarmismo che rischia di generarsi è totalmente ingiustificato perché nessuno della famiglia cinese ha manifestato sintomi influenzali o di debilitazione e tutti sono stati sottoposti ai controlli di rito. Anzi, invito i cittadini a informare correttamente le poche persone che nutrono dubbi: non si deve aver paura o creare una psicosi che può solo far del male alla nostra comunità».

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