Volo choc, il motociclista è morto: i familiari hanno acconsentito alla donazione degli organi

Domenica 8 Dicembre 2019
Volo choc, il motociclista è morto: i familiari hanno acconsentito alla donazione degli organi

ANCONA - Le speranze erano appese a un filo. Le preghiere, purtroppo, non sono bastate. Ha smesso di lottare Giuliano Badaloni, il centauro di 65 anni vittima del tragico incidente avvenuto venerdì sulla Cameranense. Era già arrivato in condizioni disperate all’ospedale di Torrette, dove ieri i medici hanno constato l’assenza totale di attività cerebrale e, trascorso il tempo di osservazione di 6 ore, hanno accertato la morte. 

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Una notizia terribile per tutta la comunità di Camerano, dove il pensionato, ex capo della produzione alla Gatto Cucine, era molto conosciuto per il suo carattere solare, la simpatia e per l’impegno civico, punto di riferimento per ogni manifestazione cittadina, a partire dalla sagra del Rosso Conero, benché in realtà vivesse agli Angeli di Varano. La moglie Alessandra e i figli Luca e Michele, nella disperazione, hanno trovato la lucidità necessaria per consentire al proprio caro di compiere un ultimo, grande gesto di solidarietà che rispecchia pienamente l’animo buono e gentile di un uomo ben voluto da tutti: la donazione degli organi. Le procedure di espianto sono cominciate ieri sera nel Centro regionale trapianti di Torrette, un’eccellenza delle Marche coordinata dalla dottoressa Francesca De Pace. 

In questo modo Giuliano continuerà a vivere in altre persone. La notizia della sua morte ha gettato nello sconforto anche gli amici del Motoclub Occhio del Gallo, di cui faceva parte e con cui condivideva la passione per le due ruote. Proprio sulla sua Bmw, che curava con devozione e che mostrava sorridente su Facebook insieme alle tante escursioni e ai viaggi organizzati con il gruppo, Giuliano ha trovato la morte. Stava tornando a casa per il pranzo. Pochi metri ancora e si sarebbe messo a tavola con la moglie. E invece, in via Cameranense, all’altezza dell’agriturismo La Giuggiola, si è schiantato con la sua moto in uscita da una curva. Sull’asfalto, i segni di una lunga frenata. Sarebbe caduto prima ancora che la Bmw finisse contro una Jeep Renegade, la cui conducente (illesa) ha spiegato di aver rallentato per consentire a un’auto che la precedeva di svoltare in una stradina laterale. In quel momento, dalla direzione opposta, è arrivato un furgone guidato da un 64enne di Fano (anche lui uscito dall’incidente senza un graffio) che è finito fuori strada per schivare il centauro, finito nella corsia opposta, ma per la polizia stradale non sarebbe riuscito ad evitare l’investimento.

La fase di ricostruzione dell’incidente è in corso, ma al momento non ci sono indagati. In un primo momento si era pensato anche che Badaloni fosse stato colto da un malore mentre era in sella alla sua moto. Sulla Cameranense, dove due anni prima, più o meno nello stesso punto, aveva perso la vita un altro motociclista di Camerano, Raoul Chiucconi, il 118 era intervenuto subito con l’eliambulanza. Ad occuparsi per prima della rianimazione era stata un’infermiera di passaggio. Il battito era ripreso, lievissimo. Tutto inutile, purtroppo. 

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