Minacciato di morte e rapinato al casello dopo il diverbio scoppiato per un incidente

Venerdì 21 Agosto 2020 di Stefano Rispoli
Minacciato di morte e rapinato al casello dopo il diverbio scoppiato per un incidente

CAMERANO  - Picchiato, minacciato e rapinato al casello dell’A14 da un camionista. Tutto per un diverbio scoppiato dopo un incidente. Ora ha il corpo ricoperto di lividi e un’emorragia all’occhio il 60enne, residente a Porto Recanati, che ha dovuto far ricorso due volte alle cure del pronto soccorso per le botte subite.

 
Sull’aggressione choc, avvenuta alle 8,45 del 13 agosto all’uscita del casello di Ancona Sud-Osimo, ora indagano i carabinieri di Porto Recanati dopo la denuncia sporta dalla vittima che quella mattina stava andando al lavoro quando ha avuto la sfortuna di imbattersi nell’autotrasportatore su di giri. «Sembrava un pazzo, mi ha aggredito, insultato e minacciato senza motivo» racconta il 60enne che ancora fatica a riprendersi dalla brutta esperienza. La sua auto e il camion erano entrati in collisione all’uscita della corsia preferenziale del Telepass. «I danni erano lievi, ci siamo fermati per constatare l’incidente, ma avevamo opinioni diverse sulle responsabilità - racconta la vittima -. All’improvviso, quel tipo, sui 50 anni, accento del sud, è andato fuori di testa: lì vicino c’erano tre ragazzi che hanno assistito alla scena e mi hanno consigliato di risalire in auto e andarmene. Avrei voluto farlo, ma lui non me l’ha permesso. Così ho pensato di chiamare la polizia, ma con una manata mi ha fatto cadere il cellulare. Poi mi ha rifilato un forte ceffone, facendomi volare gli occhiali a terra, mentre continuava a minacciarmi: “Ti uccido, ti spacco la testa”, urlava».

Il 60enne spiega di aver provato più volte a calmare il camionista e riportarlo alla ragione. Tutto inutile. Anzi, dopo le botte, gli insulti e le intimidazioni, è passato alla pretesa di denaro: «Voleva 50 euro per i danni al suo mezzo e quando gli ho fatto vedere il portafoglio per dimostrare che avevo giusto 20 euro, mi ha chiesto quelli. Glieli ho consegnati perché avevo paura che potesse farmi del male». Non che poi il camionista si sia placato, al contrario: prima di andarsene, ha sferrato un altro ceffone che ha tramortito l’automobilista. «Prima che si allontanasse, sono riuscito ad annotare il numero di targa, quindi ho chiamato i carabinieri che mi hanno soccorso insieme a un’ambulanza». Dall’ospedale di Osimo il 60enne è uscito con una prognosi iniziale di 10 giorni. Le indagini dei militari puntano tutto sulle telecamere della zona, visto che i testimoni presenti nel frattempo si sono dileguati: se verrà rintracciato, l’aggressore potrebbe rispondere di rapina, minacce e lesioni. 

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