Bollette-salasso, ristoranti anconetani in ginocchio: «Meno piatti nel menù e personale a rischio tagli»

Bollette-salasso, ristoranti anconetani in ginocchio: «Meno piatti nel menù e personale a rischio tagli»
Bollette-salasso, ristoranti anconetani in ginocchio: «Meno piatti nel menù e personale a rischio tagli»
di Andrea Maccarone
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Mercoledì 7 Settembre 2022, 05:40 - Ultimo aggiornamento: 8 Settembre, 08:04

ANCONA - Continua il salasso per le aziende del territorio. Il mondo della ristorazione piegato sotto il peso di bollette da capogiro. L’ultimo mese il ristorante Il Giardino si è visto recapitare un conto di quasi 19 mila euro per il consumo della luce (contro i 6 mila dell’anno scorso). Il gas ha toccato vette di 3.600 euro per un’unica mensilità (prima sui 1.700). E il peggio deve ancora arrivare, perché per l’autunno sono previsti ulteriori rialzi.

«Ma se questo è il trend non resta che rivedere il personale - dice il titolare Antonio Ambrosio -, non si può mica chiudere». Il tessuto produttivo è in preda al panico. Nelle lavanderie, altre attività a forte consumo energetico, si comincia a non effettuare più le emergenze. «Le lavatrici le attiviamo solo a pieno carico» afferma Marzia Giorgetti, titolare della Lavanderia Olimpia. 


Lo scenario 


L’estate ha dato un po’ di respiro agli esercizi pubblici, ma per l’inverno si teme la Spoon River delle attività economiche. Fino ad ora i consumi hanno tenuto botta. E’ il futuro incerto che costringe gli operatori a dover rivedere l’organizzazione interna. «Qui rischiamo che salti il banco per tutti» afferma allarmato Ambrosio che all’orizzonte intravede oscuri presagi: «Quando va in crisi il sistema, le famiglie cominciano ad eliminare il surplus - spiega l’imprenditore - e la prima cosa che viene tagliata è il pranzo o la cena fuori».

Le aziende più strutturate sono quelle che meglio riescono ad attutire il colpo del caro energia. Ma a lungo andare sono anche quelle che poi rischiano di trovarsi a dover prendere le decisioni più radicali. «Per ora abbiamo ritoccato i prezzi solo su alcuni prodotti - afferma Dalmazio Rossi, titolare del ristorante e hotel La Cantinetta del Conero, che a luglio ha ricevuto una bolletta della luce di 17 mila euro - ma con questi presupposti arriveremo sicuro a ridurre il numero di pietanze in menù».

Il personale


Altrimenti l’altra voce su cui fare opportune valutazioni è il personale. «Se taglio l’organico dovrei anche rimpicciolire l’attività, cosa che per me è impossibile» sottolinea Rossi. Gli imprenditori si ingegnano su come alleggerire il più possibile il peso dei consumi energetici. Per le lavanderie il primo intervento riguarda i servizi al cliente: via le emergenze. «Non facciamo più le lavatrici a mezzo carico - afferma Gianluca Diotallevi, titolare della lavanderia Lavaindossa - e se prima stiravo tutti i giorni, adesso solo in alcuni giorni della settimana». 
Le conseguenze
Dunque c’è la possibilità che si allunghino i tempi per il ritiro dei capi. Ma tutti sono, per ora, concordi nel mantenere i prezzi di sempre. «Ho aggiunto un euro in più solo per certi capi d’abbigliamento - continua Marzia Giorgetti - purtroppo è aumentato il prezzo anche dei detersivi e dei prodotti che utilizziamo per trattare gli abiti».

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