Caro bollette, a Camerata Picena si arrende dopo 44 anni il ristorante Le Piane

Caro bollette, a Camerata Picena si arrende dopo 44 anni il ristorante Le Piane
Caro bollette, a Camerata Picena si arrende dopo 44 anni il ristorante Le Piane
di Gianluca Fenucci
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Martedì 6 Settembre 2022, 03:00 - Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 17:43

CAMERATA PICENA -  Aldesina dietro i fornelli era un portento e per il pesce e la carne che cucinava con passione e grande competenza arrivavano alle Piane di Camerata perfino dall’Emilia, da Modena. Un pranzo o una cena al ristorante Le Piane si ricordava per un bel pezzo anche se c’era chi aveva la fortuna di mangiarci tutti i giorni, operai e impiegati delle aziende della zona. Quei piatti resteranno solo un ricordo, il ristorante che prima era quello di Carestia, poi di Aldesina e infine si chiamò solo “Le Piane”, chiude i battenti anche se tutti sperano sia solo una pausa più lunga del previsto. 

 
I costi


«Le bollette di energia elettrica e gas sono aumentate a dismisura – dice Luigi Tantucci che da anni gestisce con il fratello Angelo l’attività che, oltre alla ristorazione, offre un rinomato servizio di bar e affittacamere – e non possiamo lavorare tutto il giorno per rimetterci. Chiudiamo a malincuore e speriamo di riaprire tra qualche mese ma gli ostacoli sono troppi». Il locale è punto di riferimento per i residenti e per chi è di passaggio sulla provinciale che collega Chiaravalle a Agugliano, Polverigi, Osimo e al casello autostradale di Ancona Sud. Dal 1978, da quando la famiglia Tantucci ne divenne proprietaria, ristorante e bar sono gettonatissimi. Il padre Silvio, mamma Aldesina ed i figli Omero, Valentino, Luigi ed Angelo contribuirono a creare una storia epica. Omero e Valentino, 2 dei 4 fratelli Tantucci, se ne sono andati prematuramente: soprattutto Valentino era un pezzo imprescindibile del locale. Eppure il ristorante delle Piane ha lavorato a pieno regime anche in luglio: quasi 150 coperti ad ogni pranzo. «44 anni non sono pochi, ci si stringe il cuore a pensare di tenere aperti solo il bar e l’affittacamere – dice Luigi Tantucci mostrando l’ultima, salatissima, bolletta della luce – ma non possiamo far fronte a spese che ammontano ad oltre 11 mila euro per energia elettrica e gas mentre prima ne pagavamo circa 2.200. Non possiamo attingere ai risparmi di una vita per tenere in piedi un’attività che andrà sempre più in passivo con questi rincari. E’ un dolore aver dovuto licenziare due dipendenti che lavoravano in cucina e in sala ed erano con noi da tanti anni».


La parabola


Il ristorante aveva stretto convenzioni con diverse società, Autostrade e Enel ad esempio, e tanti lavoratori pranzavano alle Piane. «La domenica era un festa – ricorda Luigi da dietro il bancone, attorniato dagli amici clienti da decenni Massimo, Marco, Stefano, Amman – i nostri pranzi di pesce erano prelibati ed attesi da tanti clienti ed è proprio pensando a loro, a chi da 30 anni veniva a mangiare da noi, che mi fa più male aver deciso di chiudere l’attività di ristorazione». Finisce una storia lunga decenni: tutti sperano che non sia chiusa per sempre.
 

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