Osimo, Pugnaloni concede il bis
«Dehors in centro e Tosap rivista»

Martedì 11 Giugno 2019
OSIMO - Simone Pugnaloni è di nuovo sindaco per 152 voti di scarto su Dino Latini. Verso l’un e 40’ di lunedì è salito in Municipio scortato da circa 200 suoi fedelissimi in festa, tra cui i familiari e gli assessori uscenti.

Sindaco, a quando l’insediamento e l’annuncio della giunta?
«L’insediamento credo già in settimana, per la giunta 15-20 giorni, nel 2004 Latini la varò a settembre, non c’è un vincolo temporale, mentre invece entro 45 giorni va fatto il primo consiglio comunale».

 

Quando ha capito che avrebbe vinto?
«Ad ogni risultato di seggio era un capovolgimento. Casenuove e Campocavallo avevano lanciato Dino, poi con le Fornace Fagioli e San Sabino ho compensato, ma ho capito che potevamo farcela quando ho visto che in sezioni dove avevo perso più nettamente al primo turno, come Osimo Stazione e Borgo, avevamo migliorato molto. Decisiva verso l’1 è stata la Marta Russo, il seggio più grande e omogeneo dove ho vinto di 50-60 voti in ogni sezione».

A Casenuove è stato un plebiscito per Latini, 373 a 92… 
«E’ il suo feudo, con la scuola elementare nuova nel 2015 avevo fatto una scommessa, non la rimpiango, ma dal punto di vista elettorale l’ho persa, però altrove ci siamo tolti grandi soddisfazioni».

Come a Osimo Stazione, dove avete ribaltato nettamente il ko del primo turno.. 
«La gente ha capito il nostro impegno per la frazione, la rotatoria sta per diventare realtà, come lo è già il parco urbano. Ma anche a San Biagio abbiamo rimontato molto, è ora di dare risposte concrete sulla nuova scuola media». 

Non sarà che, ad esempio a Osimo Stazione, ha pesato il contributo dell’elettorato di Ginnetti? 
«La vittoria è arrivata anche grazie all’elettorato degli altri schieramenti, sia di Ginnetti che del M5s, hanno fatto una scelta chiara sulle persone, tra me e Dino, li devo ringraziare. Sarò il sindaco di tutti».

E’ stata una campagna elettorale a tratti pesante?
«Hanno infangato la mia famiglia, ma voglio chiudere questa pagina, riportare serenità in città, evidentemente anche per questo l’elettorato degli altri schieramenti hanno preferito me».

Davvero è disposto a concedere la presidenza del consiglio comunale alle minoranze? 
«Valuterò all’interno della maggioranza questa possibilità, sicuramente nella scelta degli incarichi ci saranno non solo i criteri della professionalità e delle preferenze prese, ma anche il contrappeso politico. Magari nei cda delle partecipate potrebbe entrare un componente della minoranza».

Prime misure da adottare? 
«Trasformare la Tosap in Cosap, da tassa a canone sull’occupazione del suolo pubblico, e fare nuovo regolamento dei dehors per dare a tutti l’opportunità di metterli e attirare sempre più persone in centro». 

Ha ricevuto telefonate da qualcuno in particolare? 
«Mi hanno scritto il sindaco di Senigallia e di Ancona, mi ha telefonato Ceriscioli e sono stato molto al telefono con il direttore dell’Inrca Gianni Genga». 

L’ospedale è stato il tema più caldo in campagna elettorale…
«Sicuramente, ci batteremo per rinforzare l’ospedale di Osimo. Genga ci ha dato ampie rassicurazioni. Ad esempio il blocco operatorio potrebbe aprirsi a tante collaborazioni, specie con la clinica universitaria di Torrette».
Cosa va migliorato rispetto al primo mandato? 

«Dovrò delegare di più, in giunta terrò solo il bilancio e in maggioranza dovranno esserci più confronti sui temi importanti, una volta ogni 15 giorni». 

Tra un anno ci saranno le regionali… 
«Lo so, Latini lo ha ricordato subito il 26 maggio, noi invece abbiamo continuato a pensare solo a Osimo, ma per il 2020 ci saremo anche noi, Osimo è una delle poche città col Pd al governo».

Un messaggio a Latini?
«A Dino dico che governerò per il meglio di Osimo ascoltando anche le proposte delle opposizioni».  © RIPRODUZIONE RISERVATA