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Endorsement di Rodolfo Giampieri per Ida Simonella: «È la sindaca giusta per Ancona»

Endorsement di Rodolfo Gianpieri per Ida Simonella: «È la sindaca giusta per Ancona»
Endorsement di Rodolfo Gianpieri per Ida Simonella: «È la sindaca giusta per Ancona»
di Maria Cristina Benedetti
4 Minuti di Lettura
Martedì 12 Luglio 2022, 09:49

ANCONA - Parlano la stessa lingua, Rodolfo Giampieri e Ida Simonella. «Sono del Piano, Ancona mi ha dato l’opportunità di crescere». La frase fa il paio col moto di riconoscenza dell’assessore. «La Dorica mi ha dato tanto, voglio continuare a servirla», è stata la sua dichiarazione di fedeltà nel giorno in cui s’è candidata alle primarie del centrosinistra, propedeutiche per le amministrative di primavera 2023. 

Presidente, Ida sindaco perché?
«Per competenza e contenuti. Non voglio entrare nel merito delle vicende partitiche».

Ammainiamo le bandiere.
«Preferisco esprimermi su quello che ha fatto e ciò che c’è da fare».

Partiamo.
«È una bella notizia per la città. Per due motivi».

Il primo?
«Il valore della sua esperienza personale. Ha sistemato il debito del Comune, chi arriverà troverà i conti in ordine».

Secondo? 
«Alza l’asticella della qualità della sfida. La sua è una visione alta e ampia, chi si contrappone deve adeguarsi. Ci guadagna il capoluogo».

Detto da lei, anconetano doc.
«Di più: sono figlio del Piano». 

Insiste con la nota pop.
«Non è retorica, significa storia vissuta sulla pelle. Non arrivo dall’élite, proprio come la Simonella. Il tema è: massimo coinvolgimento e partecipazione. Come dice Ida: se la gente ci crede, le cose si fanno».

Oltre gli slogan?
«Si deve uscire dal senso di vittimismo: deprime. Il momento è complesso, è necessario superare gli sfilacciamenti».

Si riferisce al centrosinistra?
«Ribadisco: non voglio entrare nelle pieghe della politica». 

Allora cosa intende?
«I grandi temi non seguono la logica degli schieramenti, ma quella degli obiettivi. Basta con le divisioni ideologiche».

Torniamo alla domanda d’esordio: Ida perché?
«Procede in equilibrio tra sostenibilità e sviluppo. Ben comprende il valore del rapporto porto-città. Si è ricostruito quel collegamento nel rispetto del capoluogo, dell’economia e dell’occupazione che muove lo scalo. Manteniamolo».

Teme per la sorte dell’investimento promesso da Fincantieri?
«No: gli 80 milioni sono confermati, l’importante è avere un confronto costruttivo con il nuovo presidente dell’Autorità di sistema Garofalo».

Riavvolga il nastro. Lei e la Simonella: il vostro agire insieme?
«L’apertura del porto antico, con la quale si è capito che la determinazione non rende le cose facili ma possibili; lo sviluppo del traffico merci e passeggeri e della cantieristica di qualità; il ritorno delle crociere e dei croceristi». 

Rilancia spesso sull’elettrificazione delle banchine, l’assessore. Rischia l’autogol, considerata l’emergenza energetica?
«No. È un progetto-Italia su cui si punta molto. Proprio in queste ore si stanno confrontando Invitalia, Cassa depositi e prestiti, Terna ed Enel per stabilire le migliori condizioni per reperire l’energia».

E sull’uscita a nord del porto, che qualcuno contrappone all’arretramento della ferrovia? 
«Condivisibile il suo: intanto, portiamola a casa. Le due cose non sono incompatibili».

La continuità con la Mancinelli? 
«Qui cito Valeria: afferma che il sindaco si fa uno per volta. Ognuno ha i propri obiettivi legati al mondo che sta cambiando. Non esistono cloni».

Altra freccia all’arco della candidata? 
«La sua capacità di dialogare con l’impresa e con il sociale».

Procede al ritmo di?
«Visione e coraggio. Ha trovato i finanziamenti quando non esistevano, figuriamoci ora che con il Pnrr è tutto più facile». 

L’atout?
«Ama questa città». 

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