Ancona, via Conca senza pace: avvallamento dopo le piogge, ora tremano i palazzi

Via Conca senza pace: avvallamento dopo le piogge, ora tremano i palazzi
Via Conca senza pace: avvallamento dopo le piogge, ora tremano i palazzi
di Maria Cristina Benedetti
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Mercoledì 25 Gennaio 2023, 02:00

ANCONA - Via Conca senza pace. A tre anni dall’ultimo intervento sull’asfalto tra via Flaminia e il primo semaforo all’incrocio con via Esino, ci risiamo. Nel tratto di strada che segue, sempre senza cambiare le coordinate di riferimento, le piogge di questi giorni hanno generato un avvallamento tale da far tremare le abitazioni intorno.

L’allerta ha catturato l’attenzione del consiglio comunale, attraverso una interrogazione urgente a cura del consigliere di Azione Tommaso Fagioli. «Sono qui a evidenziare il problema, perché sollecitato dai cittadini della zona. I rattoppi che sono stati fatti non sono sufficienti».

L’assunto

Chiamato in causa, Paolo Marini risponde presente. L’assessore ai Lavori Pubblici nella grande sala dell’Auditorium della Mole parte da un assunto. «Le strade non durano una vita. Vanno mantenute e rifatte». Subito ammette: «Quella direttrice è costretta a sopportare un traffico pesante». Rimarca: «Troppo pesante. È ovvio che un qualsiasi danno, qui peggiora in brevissimo tempo». Definito il quadro, l’assessore passa all’azione: «Sono stati già stanziati 700mila euro per sistemare il tratto compreso tra la rotatoria di McDonald’s e il sovrappasso, alto 5,25 metri e lungo 25, che una volta terminato consentirà alle persone di raggiungere l’ospedale in sicurezza, senza dover più attraversare la pericolosissima via Conca. Il termine utile contrattuale è slittato al 13 febbraio prossimo. Manarini cerca il punto di contatto tra le due opere. «Risolveremo anche l’emergenza dell’avvallamento alla confluenza con via Esino». Stringe sul cronoprogramma: «È stata già fatta la gara d’appalto e i lavori sono stati affidati a una ditta di Milano». Di fronte alla platea dell’Aula, s’impegna: «Si entrerà in azione appena le temperature, meno rigide, lo consentiranno». Non sottovaluta i passaggi tecnici: «Servirà un intervento strutturale, sottofondamenta e sovrastruttura stradale. Sarà un cantiere impegnativo perché - lo ribadisce - di lì passa un traffico pesante. Dovremo cercare di ridurre i disagi».

L’evidenza 

Azzarda due conti, l’assessore: due mesi al massimo per tornare a godere di un meteo più mite e tre per chiudere il cantiere. Entro l’estate dovrebbe annullarsi l’effetto delle buche più dure. Sollecitato dal consigliere di Italia Viva Massimo Mandarano anche sul nuovo asfalto, rimasto a metà, di via Cambi, Manarini non cela l’evidenza. «La ditta, che aveva vinto l’appalto, ha abbandonato il campo per la solita storia dei prezzi delle materie prime che aumentano a dismisura». Non si scoraggia e promette: «Ripartiremo tra marzo e aprile, le risorse ci sono». Non c’è pace. 

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