Vendetta hard, pubblica le foto osé della ex su un sito per scambisti: operaio finisce a processo

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Federica Serfilippi
La donna ha trovato le sue foto su un sito per scambisti

ANCONA - Si sarebbe vendicato della fine della relazione postando su un sito web per scambisti foto osé dell’ex compagna. Il tutto, all’insaputa della donna. È questo il contesto accusatorio che ha portato sul banco degli imputati un 45enne anconetano, di professione operaio, per diffamazione perpetrata a mezzo web.

 

 

L’uomo, difeso dall’avvocato Carmelino Proto, dovrà affrontare il processo dopo la citazione diretta a giudizio della procura. La prima udienza è attesa per il primo marzo del 2022. Parte civile, quasi sicuramente, sarà l’ex compagna dell’imputato, sua coetanea. I fatti risalgono al 2018, pochi mesi dopo la fine della relazione tra la coppia. Stando a quanto contestato dalla pubblica accusa, l’uomo avrebbe postato su un sito web tedesco, noto per gli scambi di coppia e annunci erotici, alcune foto che ritraevano la donna in pose intime e con abiti succinti. Si tratta di file in cui mai si sarebbe rivelato il volto della vittima, ma che in maniera inequivocabile riconducevano a lei. Le foto sarebbero state corredate da didascalie, una sorta di annunci a luci rosse, rivolte agli altri utenti del sito web. Ma come è arrivata la vittima ad accorgersi che gli scatti intimi erano finiti in rete? Perché un utente di quel portale, vedendo le foto postate, era riuscito a contattarla, chiedendo di poter approfondire la sua conoscenza. Indagando e mettendo insieme i pezzi del puzzle, la donna aveva fatto quadrare il cerchio: quegli scatti (che dovevano rimanere privati) erano stati pubblicati dall’ex compagno, dato che solo lui poteva averli. Da lì, era poi scattata la denuncia alla Polizia Postale. Ne sono succeduti due procedimenti per diffamazione. Uno è quello che si aprirà tra tre mesi. Un altro, sempre legato alla diffusione di file erotici ritraenti l’ex compagna sul web, si è chiuso la scorsa estate con un’assoluzione in abbreviato. Se le foto fossero state pubblicate dopo l’introduzione del Codice Rosso (luglio 2019), la procura avrebbe potuto prendere in considerazione la sussistenza del reato di revenge porn.

 

Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA