Ancona, a Torrette dominano i vandali: writers e spedizioni punitive

Ancona, a Torrette dominano i vandali: writers e spedizioni punitive
Ancona, a Torrette dominano i vandali: writers e spedizioni punitive
di Stefano Rispoli
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 13 Luglio 2022, 04:00

ANCONA - «Vede quel muretto? È da lì che hanno lanciato una lattina di coca cola in testa a una signora che era in fila per entrare in banca, dietro di me, solo perché li aveva rimproverati mentre bevevano e fumavano sul tetto». Il bello è che non hanno il minimo senso del pudore, questi ragazzini-vandali. Sono sfrontati, sbruffoni.  «Non hanno paura di niente e se gli chiedi: perché lo fate? Loro ti rispondono: mica siamo stati noi». Scene di ordinaria maleducazione a Torrette. Siamo nel palazzo viola, il centro commerciale di via Conca diventato il covo dei bulli del quartiere. 


Le bravate

 
Alessandra Bigoni è la titolare dell’asilo “Il mondo dei piccoli”, un’oasi di tenerezza che si affaccia sugli orrori di un palazzone scrostato, simbolo della periferia dimenticata. Ricorda bene il giorno in cui un paio di bulli si sono divertiti a gettare dall’alto una lattina contro il bersaglio di turno. Per fortuna la signora non si è fatta male. Altre volte l’hobby di questi ragazzini è tirare bottiglie e pietre contro le auto. Di recente hanno sfondato a calci e sassate la vetrata di un ex ambulatorio, uno dei tanti uffici deserti di questo edificio color lillà da cui scappano un po’ tutti, negozianti, associazioni, enti pubblici. «Qualche tempo fa - racconta Alessandra - se la sono presa con le nostre cose: hanno sfasciato una casetta per i bambini e lanciato uno scivolo. L’abbiamo ritrovato dall’altra parte del centro commerciale». Una violenza gratuita, insensata. La stessa con cui nei giorni scorsi si sono accaniti contro i giochi del parco Gabbiano, dove si sono spostati per trascorrere le loro vuote serate estive: in meno si una settimana hanno danneggiato due volte trottole e scivoli per i bambini disabili appena inaugurati dal Comune. Hanno pure sfondato un water, rendendo inagibile il bagno pubblico. «Se ne sono andati a far danni là perché qui i grandi del quartiere gli hanno dato un liscio e busso dopo l’aggressione a quel poveretto», dice Fabrizio Moretti del ristorante Sessanta126. Si riferisce al 60enne che qualche settimana fa è stato seguito fin sotto casa e preso a calci e pugni dal branco, solo perché ha osato rimproverarli: la decina di ragazzini, tutti minorenni, sono stati individuati dalla polizia, che sta portando avanti le indagini. Le denunce potrebbero partire da un momento all’altro.


La violenza


A gennaio un altro pestaggio choc aveva fatto rabbrividire l’intero quartiere: un giovane dipendente del Mc Donald’s era stato preso a cazzotti fuori dal fast food da un gruppo di adolescenti di colore solo perché aveva negato loro una sigaretta. «Sono due o tre bande diverse, alcune formate da ragazzini di 12-13 anni - continua Fabrizio -. Magari basta una birra per farli andar via di testa. Qui ne abbiamo viste di tutti i colori: hanno trasformato questo centro commerciale in un Bronx. Sarebbe ora che qualcuno venisse a controllare e a toccare con mano la nostra realtà». Una realtà a tinte fosche, come le scritte che ricoprono ogni centimetro di muro del palazzo emblema del degrado di Torrette, dove neppure la piazzetta ai suoi piedi, sporca e deserta, ha un senso. È come se qui il Comune avesse alzato le mani in segno di resa. «Questo centro commerciale è stato concepito male sin dall’inizio - riflette Leopoldo Guidi, referente del sindacato Fials che qui ha un suo ufficio territoriale -: è tutto fatto di cunicoli in cui i giovani possono rintanarsi per bere e drogarsi. Non c’è una parete che non sia stata imbrattata, ma la colpa è anche del sistema che permette a questi ragazzini di restare impuniti. L’unico modo per fermarli sono le telecamere: se fossero costretti a pagare i danni o ritinteggiare i muri, allora sì che si fermerebbero». 

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