Devastano le fioriere del Comune, ma sono ubriachi e senza mascherina: denuncia e maxi multa

Giovedì 26 Novembre 2020 di Federica Serfilippi
I carabinieri hanno denunciato i devastatori di fioriere

ANCONA - Ubriachi e senza mascherina, prima infastidiscono i passanti, poi se la prendono contro le fioriere di via Colombo. È terminata nel peggiore dei modi la bravata compiuta da due anconetani di 37 e 38 anni, volti noti alle forze dell’ordine. Entrambi, identificati e fermati dai carabinieri del Norm, sono stati denunciati per danneggiamento aggravato e multati due volte: sia per non aver portato il dispositivo di protezione, sia per ubriachezza molesta. 

 

 

La devastazione delle fioriere poste davanti alle attività commerciali del Piano è avvenuta lo scorso 9 novembre, ma le indagini per stanare i due vandali sono terminate nelle ore scorse. Gli anconetani avevano agito nel tardo pomeriggio, quasi ad orario di chiusura dei negozi. Completamente ubriachi, barcollavano sul marciapiede, infastidendo i passanti, tra improperi e imprecazioni. A un certo punto, avevano sfogato la loro sbornia contro le cocciole collocate dall’amministrazione comunale per abbellire il quartiere e rendere più piacevole lo shopping. Stando a quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri, almeno cinque erano state prese e buttate a terra. I residenti e i commercianti avevano subito chiamato il 112, vista l’irruenza della coppia. Sul posto era arrivata una pattuglia del Radiomobile. I due erano stati bloccati e identificati. In un primo momento, era partita solo la doppia sanzione: per la mancanza di mascherina e l’ubriachezza molesta che aveva infastidito i cittadini. I militari, in quell’occasione, avevano visto come erano state ridotte le fioriere. Ma per procedere alla denuncia, bisognava prima capire chi deteneva la proprietà dei vasi danneggiati.

A inizio settimana, in caserma è arrivato un funzionario comunale per sporgere denuncia dell’episodio vandalico. Ai carabinieri non è rimasto altro da fare che collegare il fatto ai due anconetani e attribuire loro formalmente il reato di danneggiamento aggravato “su cose esposte alla pubblica fede”. 

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