Proprietà fantasma: niente denunce per i baby vandali dell'ex Telecom. E qualcuno è troppo giovane per essere accusato

Giovedì 21 Aprile 2022
Proprietà fantasma: niente denunce per i baby vandali dell'ex Telecom. E qualcuno è troppo giovane per essere accusato

ANCONA - Restano impuniti, almeno per ora, i vandali dell’ex sede della Telecom. Per due motivi. Primo: alcuni di loro sono talmente piccoli da non essere imputabili. Secondo: gli inquirenti non sono ancora riusciti a capire chi siano i proprietari dello stabile di via Miglioli, preso di mira da orde di teppisti sin da quando è stato chiuso, nel 2017, dopo lo spostamento di oltre 500 dipendenti della Tim negli uffici del centro. È sorprendente che da allora nessuno si sia accorto dell’inferno in cui è piombato questo palazzone abbandonato, nel cuore del quartiere di Brecce Bianche

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Le ricerche

Ma ancor più sorprendente è che a distanza di tre giorni dall’assalto di Pasquetta, nessuno sia riuscito a prendere contatti con la proprietà dell’immobile. Lunedì pomeriggio la polizia era intervenuta in via Miglioli, su segnalazione di un residente allarmato dal frastuono, per fare irruzione all’ex Telecom. Qui gli agenti delle Volanti hanno sorpreso quattro ragazzini del posto, tra i 13 e i 15 anni, mentre dall’ultimo piano del catafalco verde lanciavano di sotto mobili, scrivanie e ferraglia. Uno stupido e pericoloso gioco a spaccare tutto. I poliziotti hanno convocato sul posto i loro genitori per mostrare cos’avevano combinato i figli. Ma oltre alla doverosa ramanzina non si è potuti andare perché i proprietari dell’immobile, deputati a sporgere denuncia, sono irreperibili. 

Gli assalti 

Proprietà che sarebbe riconducibile ad una finanziaria, ma gli investigatori non sono ancora riusciti a fare chiarezza in proposito né hanno ricevuto risposta alle mail inviate. L’urgenza, più che altro, è giustificata dall’esigenza di mettere in sicurezza lo stabile di via Miglioli, dove entrare è davvero un gioco da ragazzi: alcune porte sono state divelte, le vetrate sono state abbattute a calci e a sprangate, come ha testimoniato il Corriere Adriatico in un reportage dal palazzo dell’orrore. Il passaggio più comodo è dal lato del campo da calcetto. L’ex Telecom è diventato negli anni il covo di gruppi di vandali che hanno devastato tutto, lampade, pareti, bagni, a calci o a colpi di estintore. Lo scenario più impressionante è nell’aula conferenze, trasformata in un luogo di bivacco, tra muri imbrattati, vetrate sfondate, poltroncine bruciacchiate con le sigarette e avanzi di cibo e bevande. 

Il Comune 

In tutto questo il Comune che fa? «Noi non c’entriamo nulla, si tratta di una proprietà privata - spiega l’assessore Stefano Foresi -. Tuttavia, ho incaricato la polizia locale di fare un’indagine per risalire ai proprietari: li diffideremo affinché tutta l’area venga messa in sicurezza. Non è possibile che ragazzini di 13 anni abbiano libero accesso in un luogo simile, è troppo pericoloso. Faremo un’ordinanza coattiva per imporre al proprietario di prendere provvedimenti. Se non lo farà, ci penseremo noi». 

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