Vaccini senza più limiti. L’hub del PalaPrometeo verso quota 1.300 dosi, boom di maturandi

Lunedì 7 Giugno 2021 di Maria Cristina Benedetti
Al PalaPrometeo il recinto riservato ai maturandi che si sono vaccinati

ANCONA - Con una domenica senza frontiere si conclude, al PalaPrometeo, la cinque giorni dedicata alla vaccinazione dei maturandi. Aperta il 2 giugno, seguendo il principio delle lettere alfabetiche, la finestra dell’operazione vax-day per i ragazzi arrivati al traguardo delle scuole superiori si chiude in un dì di festa dal tempo incerto. Un dettaglio-meteo che incoraggia la scelta e la partecipazione.

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Alle 18 e 10 sono 1.120 coloro che, rispettando la programmazione ordinaria, hanno ricevuto il siero anti-Covid, più 120 giovani. Nel grande hub che si apre sulla Cameranense già da tempo è stata sfondata quota 1.200 dosi quotidiane, si viaggia decisi sulle 1.300. Una media che verrà incrementata dall’apertura, sabato scorso, delle prenotazioni per tutti i marchigiani appartenenti alla fascia d’età 12-39 anni. 
Il flusso 
Riprende il filo Lorenzo Mazzieri. «Presenza importante, con un flusso costate». Il referente provinciale dei volontari della Protezione civile ripassa la sua formazione a sei. Quattro sono al ricevimento, uno è addetto a rilevare la temperatura corporea, un altro ancora è qui a suggerire il da farsi in zona-parcheggio e a introdurre gli aspiranti alla dose nella macchina del Palas. «Grande impegno, coda continua ma senza intoppi, la fila - lo dice con orgoglio - si smaltisce sul nascere». Imprime il ritmo: «Dall’entrata all’uscita trascorrono al massimo 45 minuti. Ormai il rodaggio è storia. Arrivano informati e con i moduli compilati. Un grazie va a loro che ci aiutano a far funzionare tutto e bene». Mazzieri completa la disposizione della squadra: «Cinque addetti alla segreteria, 13 medici ai quali corrispondono altrettante linee di vaccinazione e una decina di infermieri». Ribadisce: «La gente è tranquilla». A voler trovare il granello di polvere nell’ingranaggio si possono citare le 10-12 persone in media al giorno che tentano di anticipare il turno. Niente di più. «I medici, con garbo, non lo permettono. Semmai viene concesso di posticipare». 
Fuori da quel tempio laico dell’immunizzazione di massa il vociare accompagna l’attesa. «Oggi tocca a Pfizer e Astrazeneca», qualcuno mostra di saperne una di più.
La linea 
In un soffio si è già dentro. Per i maturandi c’è una linea dedicata, con due medici e un’area per l’attesa. «Arrivano garbati, rispettosi e soprattutto informati», torna a dire Mazzieri. Claudia Coppari, 18 anni, del classico Rinaldini, parla un minuto dopo aver ricevuto la sua dose: «Non ho sentito nulla. Mi colpisce l’organizzazione, tutti sono molto precisi». Soddisfatta di esserci, per solidarietà collettiva: «Sono contenta perché mi sento più tranquilla, protetta, soprattutto in vista dell’estate, ma soprattutto perché lo ritengo un gesto di grande responsabilità sociale. Una scelta peraltro condivisa da molti miei compagni di scuola». Sulla stessa linea di pensiero è Maria Giulia Gusella, anche lei 18enne all’ultimo anno del Rinaldini. «Ritengo che sia l’unica soluzione possibile per superare una situazione molto complessa e dolorosa». Per lei, che è figlia di un medico vaccinatore, come non essere di parte? «Aspettavo questo momento. È una responsabilità, non è solo una questione di sicurezza personale». Per uscirne, il prima possibile e tutti insieme. Rispetto e coscienza sono le parole che si mescolano nella mente di questi giovani scesi nelle trincee anti-virus. Mentre il pallottoliere della resistenza gira veloce: nella provincia di Ancona, all’aggiornamento di ieri alle 10 e 30, si contano 333.690 somministrazioni: 224.614 le prime; 109.076 le seconde. 

 

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