Bollette, nei condomini crescono i timori della stangata. I problemi maggiori nelle case vecchie con riscaldamento centralizzato

Caro bollette,
Caro bollette,
di Andrea Maccarone
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Lunedì 14 Febbraio 2022, 06:40

ANCONA - Condomini in agitazione. Pronta la stangata di marzo. Il caro bolletta non ha ancora assestato il colpo più duro. Infatti i rincari energetici maggiori si vedranno con le bollette in arrivo il prossimo mese, relative ai consumi di gennaio e febbraio. E lì sì che saranno dolori.

Lo sanno bene gli amministratori di condominio, che al momento non registrano particolari criticità. Per ora nessuna lamentela da parte dei residenti, ma la storia potrebbe cambiare nel giro di un mese. 


L’attesa 
C’è una sorta di quiete prima della tempesta. È l’attesa di un concreto riscontro degli aumenti energetici attualmente in atto. «Per il momento non abbiamo registrato situazioni critiche - afferma Stefano Catena, amministratore di condominio - ma sicuramente la botta arriverà con le bollette di gennaio e febbraio. A quel punto vedremo quale tipo di situazione ci si paventerà».

Per l’architetto Francesca Benigni c’è già chi chiede di spacchettare la quota condominiale in due tranches. «A oggi posso solo vedere che il consumo dell’energia elettrica sta incidendo maggiormente nei condomini dove è presente l’ascensore - dice l’architetto - ma si tratta di cifre ancora tollerabili». Ma a far crescere il conto in bolletta non è solo il rincaro energetico.

«O per lo meno - precisa Enrico Neumann - è l’aumento del costo dell’energia sommato a tutte le altre voci, come gli oneri di sistema, il trasporto eccetera». Discorso diverso, invece, per i condomini dove il riscaldamento è centralizzato. «In questi casi - continua Neumann - l’aumento del costo del gas metano potrebbe impattare di più».

 
Le abitazioni 
A questo va aggiunto anche il problema delle abitazioni più vecchie, dove la struttura stessa può provocare una dispersione energetica maggiore. «Ciò accade anche, in alcuni casi, nell’edilizia popolare - spiega l’ingegnere Paolo Mazzeo - dove gli impianti di riscaldamento risalgono alla fine degli anni ’70. Spesso sono appartamenti senza coibentazione, con gli infissi che non aiutano a mantenere caldi gli ambienti. Sono questi i condomini che soffrono già di più». E un aumento considerevole delle bollette può diventare difficile da sostenere laddove gli appartamenti sono abitati da famiglie a basso reddito. 


Il rischio 
«Il problema sarà maggiore nei palazzi dove il riscaldamento è centralizzato - continua Mazzeo - se la spesa media annua per il riscaldamento prima toccava punte di 30-40mila euro, e adesso rischia addirittura di raddoppiare, allora sì che diventerà un problema».

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