«Devo scendere, ferma questo bus». Assale l’autista, scatta la condanna

«Devo scendere, ferma questo bus». Assale l’autista, scatta la condanna
«Devo scendere, ferma questo bus». Assale l’autista, scatta la condanna
di Federica Serfilippi
2 Minuti di Lettura
Martedì 11 Giugno 2024, 04:00 - Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 08:45

ANCONA L’autista non si ferma e il passeggero dà in escandescenza: prima spacca la vetrata del posto di guida, poi tenta di assalire il dipendente della Conerobus. La ricostruzione accusatoria di quanto accaduto la serata del 29 novembre 2019 è costata a un 24enne anconetano la condanna a sei mesi di reclusione, pena sospesa, per i reati di interruzione di pubblico servizio e violenza a pubblico ufficiale. 

 
Il risarcimento


Assolto da un’altra accusa inizialmente contestata: il danneggiamento aggravato.

Il giovane, difeso dall’avvocato Antonella Devoli, ha infatti risarcito il danno riferibile alla vetrata frantumata. Conerobus, a seguito del pagamento, ha ritirato la costituzione di parte civile. Si è proseguito solo per i reati procedibili d’ufficio. Per quanto riguarda i fatti, quella sera il ragazzo si trovava a bordo della linea N che copre il collegamento tra Ancona e Osimo. 


Stando a quanto emerso dal dibattimento, il 24enne sarebbe dovuto scendere alla fermata dell’Aspio, come era sua abitudine. Era esploso di rabbia quando il conducente si era rifiutato di tornare indietro, spiegandogli che la fermata non era stata prenotata e non poteva certo invertire il tragitto.

A quel punto, il caos sul mezzo della Conerobus. Il giovane, salito alla stazione di Ancona, era fuori di sé: si sarebbe avvicinato all’autista per affrontarlo a brutto muso, quindi lo avrebbe minacciato, afferrandolo per un braccio.


Non contento, avrebbe impugnato il martello in dotazione all’autobus e con quello avrebbe colpito il vetro divisorio a protezione del posto di guida, fino a infrangerlo, nel tentativo di avventarsi contro l’autista che, a quel punto, terrorizzato, aveva interrotto la corsa, chiuso le porte e chiesto aiuto al 112. Sul posto erano accorsi i carabinieri, che avevano fermato il 24enne. Le motivazioni della sentenza sono attese tra 90 giorni. La difesa ha già espresso l’intenzione di ricorrere in appello. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA