Il pagamento di una fattura scatena una violenta discussione tra madre e figlia

Lunedì 25 Aprile 2022
Il pagamento di una fattura scatena una violenta discussione tra madre e figlia

ANCONA - Situazioni all'insegna del nervosismo. Le Volanti della Questura continuano nella costante attività di presidio del capoluogo dorico. Come accade di consueto nelle giornate festive, caratterizzate spesso da una convivenza forzata all’interno delle abitazioni, durante questo weekend sono giunte al numero di emergenza 112 alcune chiamate per liti in famiglia.

In particolare, nella giornata di domenica le Volanti sono intervenute nella zona di Tavernelle dove era stata segnalata una lite domestica tra madre e figlia.

Giunti presso l’abitazione, gli operatori prendevano contatti con le parti, due donne italiane rispettivamente di anni 60 e 80. Da una prima ricostruzione dei fatti, emergeva come la lite fosse stata causata da futili motivi: la figlia, che già in passato aveva manifestato disturbi psicologici, si sarebbe adirata senza apparente motivo a causa del pagamento di una fattura, gettando violentemente a terra alcuni soprammobili.

Al momento dell’arrivo degli agenti, la situazione era già tornata alla calma. Vista la condizione psicologica della donna, tuttavia, si riteneva opportuno allertare il personale sanitario, il quale, giunto sul posto, dopo aver preso contatti con il medico che aveva avuto in cura la signora, decideva di trasportarla in ospedale per effettuare i controlli di rito.

Sempre le Volanti sono intervenute, nella giornata di oggi, per un’altra lite avvenuta in zona Brecce Bianche. In questo caso la discussione, rimasta sul piano verbale, aveva coinvolto due vicini di casa in merito al posizionamento di una staccionata.

Arrivati in loco, gli  agenti hanno identificato i litiganti. Uno dei due, con a carico precedenti di polizia per lesioni e minacce, si trovava in uno stato di forte agitazione e nervosismo, e proferiva frasi prive di significato.

Per tale ragione veniva contattato personale sanitario, che, dopo aver visitato il soggetto, riteneva opportuno procedere al ricovero in ospedale.


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA