Due medici arrivano, uno lascia il servizio: non c'è pace, il 118 ancora in apnea

Due medici arrivano, uno lascia il servizio: non c'è pace, il 118 ancora in apnea
Due medici arrivano, uno lascia il servizio: non c'è pace, il 118 ancora in apnea
di Claudio Comirato
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Sabato 20 Agosto 2022, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 15:04

ANCONA  - Due ne arrivano, uno se ne va: resta critica la situazione dei medici impiegati nel servizio del 118 nell’ambito dell’Area Vasta 2. Una situazione, quella legata alla carenza dei medici del 118, che si fa sempre più pesante, anche se all’orizzonte qualcosa sembra muoversi. In questi giorni infatti hanno preso servizio due nuovi medici che hanno svolto con successo il corso 118. Sono specializzandi in Anestesia e Rianimazione. I medici verranno impiegati principalmente alla postazione Potes di Torrette ma in caso di necessità potrebbero svolgere qualche turno a Falconara, ma anche a Chiaravalle. 

 
Il turnover
Per due che ne arrivano uno che se ne va per abbracciare la medicina di base. Situazione che resta complicata ma qualcosa sembra aver preso la giusta piega come conferma il dottor Mario Giusti, primario della centrale operativa del 118 Area Vasta 2: «Nel mese di luglio i turni di notte alla postazione di Torrette sono stati quasi tutti svolti con il solo infermiere a bordo dell’automedica. Ad agosto invece siamo passati a un 50% circa tra automedica e infermieristica. Alcuni medici sono andati in ferie, chi è rimasto si è dato un gran daffare per coprire i turni rimasti scoperti. La situazione resta complicata ma è anche vero che ad ottobre nuovi medici potranno ottenere l’idoneità regionale per effettuare il servizio del 118». Personale, quello del 118, che ogni giorno si ritrova a fare i conti con una medicina del territorio piena di criticità. 
Il malessere

Una cosa è certa: tra il personale medico del 118 si avverte un certo malessere che poi spinge gli stessi medici ad orientare altrove le proprie preferenze. Sono sempre meno i medici che decidono di sposare la causa del 118. Attualmente nell’ambito dell’area Vasta 2 ci sono due tipologie di contratto legate al 118: medici che risultano essere dipendenti ospedalieri a tutti gli effetti e quelli in convenzione. La fuga dei camici bianchi in convenzione è legata a motivi economici, al fattore rischio sempre presente ma anche al fatto che in forma di convenzione non possono auspicare ad un avanzamento di carriera. Insomma, alcuni si considerano medici di serie B e allora alla prima occasione preferiscono andare altrove. 


Oltre al danno la beffa. Basti pensare che nell’ultimo concorso indetto dall’Asur per l’assunzione di 5 medici da impiegare al 118 uno dei requisiti richiesti era la specializzazione in Anestesia e Rianimazione e Medicina di urgenza. Requisito che ha finito con il mettere da parte i tanti medici in convezione che da anni effettuano il servizio del 118. In molti speravano che tra i requisiti inseriti nel bando ci fosse anche quello legato agli anni di servizio ma ciò non è avvenuto. Tale situazione ha di fatto ha tagliato fuori i tantissimi medici che effettuano il servizio legato all’emergenza territoriale. E pensare che nell’ambito dell’Area Vasta 2 ci sono medici del 118 in convenzione che da oltre 20 anni effettuano questo tipo di servizio e che forse meriterebbero una maggiore attenzione.

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