La Lanterna rossa è un rebus infinito. Il segretario di Ap: «Non sappiamo se riaprirla»

Venerdì 18 Giugno 2021
La Lanterna rossa è un rebus infinito. Il segretario di Ap: «Non sappiamo se riaprirla»

ANCONA  - Ma quando si potrà tornare alla Lanterna rossa? Non prima del 31 luglio. O forse mai. «Così è troppo pericolosa», ha sentenziato il contrammiraglio Enrico Moretti, comandante del porto. «Ci sono altre priorità in questo momento, ma fino a che l’emergenza pandemica non cesserà, resterà in vigore l’ordinanza di interdizione: dunque, fino a tutto luglio», ribadisce l’avvocato Matteo Paroli, segretario generale dell’Autorità di sistema portuale. 

 

 


La passeggiata del cuore è vietata ormai da quasi 8 mesi, dopo il provvedimento firmato il 26 ottobre 2020, giustificato dal Covid e dalla «costante presenza di persone negli spazi del molo Nord che, data la loro ristrettezza, costituisce di fatto motivo di assembramento». Ma dietro questa ordinanza c’è anche altro. Tutto ruota attorno alla pericolosità dell’area della Lanterna. «Il porto di Ancona è l’unico in cui si passeggia su un molo foraneo», ha evidenziato il comandante Moretti, conscio della tragedia del 2013 a Genova, dove 9 persone morirono travolte dal crollo della torre dei piloti dopo l’impatto con una motonave. In 7 sono stati condannati, tra cui l’ex comandante della Capitaneria di Genova. Covid a parte, prima di riabilitare la passeggiata romantica l’Authority dorica ci penserà non una, ma dieci volte. 


E il rischio di una chiusura a oltranza è concreto anche perché il progetto del taglio di 100 metri del molo Nord, con arretramento della Lanterna, resta congelato dai costi esorbitanti e da alcuni stucchevoli inghippi burocratici. «Servirebbero 11 milioni di euro per smaltire 100 metri lineari di calcestruzzo per 7 di profondità e 9 di larghezza - spiega il segretario Paroli -. Occorrerebbe un numero incredibile di camion per effettuare il trasporto verso un’eventuale discarica disponibile». Si stanno cercando alternative al progetto studiato dal Provveditorato alle opere pubbliche, organo periferico del Mit, come la frantumazione dei massi da riutilizzare come rinforzo di dighe portuali esistenti.

«Ma la normativa ambientale equipara il calcestruzzo del molo a materiale contaminato, per questo, prima di reimmergerlo in mare, bisognerebbe bonificarlo dal sale che, paradossalmente, è considerato inquinante - continua Paroli -. Per questo la ricerca di soluzioni alternative, al momento, non ha portato a nulla». E allora, che si fa con la Lanterna rossa? «Non lo sappiamo - conclude il segretario di Ap -. Ci sono delle criticità in termini di sicurezza delle persone, abbiamo ricevuto delle segnalazioni, quindi dobbiamo confrontarci e capire se riaprirla al pubblico una volta cessata l’emergenza sanitaria o attendere il taglio del molo». 

 

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