All'ex Lancisi e Stazione marittima di nuovo i bivacchi dei clochard

All'ex Lancisi e Stazione marittima di nuovo i bivacchi dei clochard
All'ex Lancisi e Stazione marittima di nuovo i bivacchi dei clochard
di Claudio Comirato
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Mercoledì 21 Settembre 2022, 02:40

ANCONA -  A maggio erano stati allontanati dalla Stazione marittima con l’intervento delle forze dell’ordine. Ma a distanza di pochi mesi i senza tetto sono tornati ad occupare questa zona della città. 


Mentre negli ultimi giorni sono state segnalate occupazioni abusive alle scuole Antognini in via Bramante con tanto di materassi e panni ad asciugare, in via Montebello e di nuovo alla Stazione marittima dove sacchi a pelo e giacigli di fortuna spuntano all’arrivo della sera. Senza fissa dimora che erano arrivati a creare anche una sorta di rifugio sotto la palafitta del Passetto a pochi metri dal mare per accamparsi poi nei pressi della Questura in via Gervasoni. Poveri disperati, per lo più pakistani somali ed eritrei, che a volte trovano da dormire anche nella zona degli Archi dove nei giorni scorsi si sono avute delle zuffe proprio per accedere a questi bivacchi notturni. Ombre nella notte, dei veri e propri fantasmi che non hanno diritto a nulla per il fatto che la maggior parte di questi non è in regola con il permesso di soggiorno. 


La burocrazia


Pakistani sono i sette stranieri che lunedì pomeriggio la Polizia locale ha identificato all’interno della scuola Antognini in via Bramante. Clandestini a tutti gli effetti che spesso e volentieri proprio per diffidenza non si lasciano avvicinare. Un sottobosco difficile da conoscere e da incontrare come racconta Remo Baldoni del Servizio di Strada onlus: «Nelle nostre uscite serali incontriamo sempre i soliti volti sia in piazza Pertini che alla Stazione ma sappiamo che in città ci sono dei bivacchi dove trovano posto questi poveri disperati. Ognuno si arrangia come può - aggiunge Baldoni - ma queste persone difficilmente si lasciano avvicinare. A pranzo vanno alla Mensa di Padre Guido poi alla sera in qualche maniera si arrangiano. Non essendo in regola con i documenti non possono accedere a nessun servizio di assistenza previsto dal Comune, come ad esempio il pernotto a tempo determinato alla pensione Cantiani in via Lotto. La burocrazia impone dei tempi biblici ma occorre creare una struttura che sia in grado di aiutare queste persone in attesa del permesso di soggiorno».

Nel frattempo i bivacchi e le occupazioni abusive aumentano. Ad esempio i residenti della parte alta di via Scandali hanno notato strani movimenti attorno all’ex Cardiologico. 

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