Bivacchi, ubriaconi e la rapina choc: Sos Archi, il park ormai è un covo di sbandati

Bivacchi, ubriaconi e la rapina choc: Sos Archi, il park ormai è un covo di sbandati
Bivacchi, ubriaconi e la rapina choc: Sos Archi, il park ormai è un covo di sbandati
di Michele Rocchetti
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 23 Novembre 2022, 04:40

ANCONA  - Torna l’allarme sicurezza agli Archi, dopo che lunedì pomeriggio una ragazza di 25 anni è stata aggredita nei pressi del distributore automatico davanti al park multipiano da uno straniero che l’ha scaraventata a terra per portarle via la borsa con dentro più di 200 euro: gli stanno dando la caccia i carabinieri, che hanno acquisito le immagini delle telecamere e hanno ascoltato dei testimoni che hanno assistito alla scena choc. Ma del rapinatore, per ora, nessuna traccia. 

 
La paura 


Un episodio che si aggiunge alle intemperanze di alcuni soggetti che si ritrovano di notte sotto i portici a consumare alcolici e alla presenza di alcuni clochard che hanno colonizzato con cartoni, sacchi a pelo e coperte la scalinata che conduce ai piani superiori del parcheggio. «A noi non hanno mai dato fastidio – dice Nicola Ricagni dell’immobiliare Mediatori Group -, però quei bivacchi non sono un bel vedere e ti chiedi perché nessuno interviene. Se ci sono persone che dormono di notte all’aperto qualcuno dovrebbe verificare chi sono, che fanno, come stanno».

Se tutti concordano nel dire che la presenza dei clochard sia più un problema di decoro, il discorso cambia quando si parla di chi arriva la sera agli Archi per sbronzarsi. «Abito qui da 4 anni – dice Filippo Lo Piccolo – e talora di notte sento le urla di persone che litigano in strada. Una volta mi è anche capitato di assistere a una rissa. Servono più controlli, anche perché non si tratta di gente che abita qui. Per lo più vengono dal Piano».

Di questo è convinto anche Piergiorgio Moretti del negozio di modellismo Mac Sport e presidente dell’associazione Archi Vivi: «Spesso arrivano già ubriachi e si riuniscono sotto i portici. Non abitano agli Archi perché la gran parte di chi vive qui fa il pescatore e si alza presto per andare in mare. Abbiamo un vigile di quartiere molto valido, ma sta qui troppo poco. Comunque sono sicuro che quando terminerà la riqualificazione degli Archi il quartiere tornerà a popolarsi di negozi e di gente e tutto si sistemerà». 


La situazione ultimamente sembrava migliorata, fino alla rapina di lunedì. «Appena aperto avevo istallato una presa elettrica e una connessione wi-fi pensando che potessero essere utili per chi prendeva gli autobus a lunga percorrenza – rivela Alessia Montillo, titolare del distributore automatico davanti al parcheggio multipiano -. Poi però mi sono accorta che venivano adoperati prevalentemente da persone losche, perciò li ho tolti. Adesso non si formano più capannelli e chi viene qui sa che deve comportarsi bene. Quando ho avuto danni, visionando i filmati delle telecamere ho capito che non era gente del posto. Lo stesso per i due furti con scasso subiti durante il Covid: professionisti venuti da fuori».

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