Bar del Duomo, arriva il via libera dopo cinque anni. Il Comune firma la concessione. Ambrosio: «Pronti per la prossima estate»

Sabato 31 Luglio 2021 di Andrea Maccarone
I reperti affiorati durante il restyling del Bar del Duomo

ANCONA - La fine di un incubo. Arriva il sì del Comune alla concessione 25ennale per la gestione dell’area del Bar del Duomo. I lavori di ristrutturazione possono riprendere, per l’esultanza di Antonio Ambrosio, titolare del ristorante Il Giardino, che nel 2013 era subentrato alla vecchia gestione, ma anche per il sollievo di tanti anconetani affezionati a quel locale con vista mare e di migliaia di turisti in visita alla Cattedrale, che avranno finalmente un punto di ristoro.

 

L’iter per la riapertura dello storico bar si era interrotto più volte incappando in burocrazie e intoppi che avevano messo in pausa il cantiere. L’ultimo stop il 2016 con la scoperta dei resti dell’antica chiesa di Santa Maria del Carmine di epoca medievale. 


La reazione 
Si chiude un lungo periodo, almeno cinque anni, di attese e bocconi amari. E si apre una nuova storia non solo per l’attuale concessionario dell’area Bar del Duomo, ma per l’intera città che potrà tornare ad usufruire di uno dei luoghi più suggestivi ammirando anche il sito archeologico che verrà preservato e reso visitabile. La reazione di Antonio Ambrosio è scontata: «Sono felicissimo - ha detto - finalmente è finito l’incubo. Adesso sta a me, dobbiamo essere bravi a rispettare la tabella di marcia».

C’è di mezzo agosto, dunque i lavori non riprenderanno prima di settembre o al massimo ottobre. «Dobbiamo ancora individuare la ditta che si occuperà del cantiere - specifica Ambrosio - e poi sappiamo che non sarà così semplice reperire i materiali necessari come acciaio, ferro e alluminio». L’inverno procederà con la ristrutturazione della struttura e quasi certamente l’inaugurazione sarà la prossima estate. «Ci puntiamo forte - conferma l’imprenditore - se i lavori procederanno senza troppe interruzioni dovute alle condizioni meteo potremmo farcela anche prima. Altrimenti il traguardo finale sarà l’estate 2022».


La rinascita del Bar del Duomo, chiuso dal 2013, somiglia più ad un’Odissea iniziata ben otto anni fa. Nel 2013 Ambrosio subentra alla vecchia società che gestiva il locale. Ma ancora prima di dare il via ai lavori di ristrutturazione arriva la prima bega: il diniego da parte della Provincia di una sanatoria per una veranda che stava lì da almeno 30 anni. Poi, quando finalmente la veranda è stata demolita e poterono iniziare i lavori nel maggio del 2016, ecco che durante i sondaggi richiesti dalla Soprintendenza affiorano dal terreno tre diverse pavimentazioni originali in cotto e frammenti di parti murarie della chiesa sorta sul colle del Guasco nel XIII secolo. 


I paletti della Soprintendenza
Tutto fermo, ovviamente, con la Soprintendenza che mise i paletti: per riaprire occorre traslare in un’area attigua la costruzione del locale bar-ristorante. Così Ambrosio corre ai ripari una seconda volta. Cambia il progetto iniziale e fa prevedere due locali separati, con altrettanti accessi. Quello attiguo al bar sarà deputato a preservare i resti della chiesa e reso fruibile al pubblico. Progetto accettato.

Ma a questo punto l’imprenditore chiede una concessione di 25 anni per rientrare delle spese lievitate vertiginosamente, contro i 12 previsti dal bando iniziale. Un’altra attesa che finalmente si è conclusa ieri, quando la giunta comunale ha accettato le condizioni di Ambrosio. La formula di gestione, spiega il Comune, è quella della concessione per 25 anni, con un canone annuo di circa 12 mila euro e una serie di oneri aggiuntivi.

Il concessionario dovrà, infatti, farsi carico della manutenzione ordinaria della struttura a protezione del sito archeologico, della manutenzione delle aree verdi adiacenti, dell’accesso al sito da parte dei visitatori, sia durante gli ordinari orari di apertura del bar, sia in caso di chiusura.

«La nostra intenzione - spiega il vicesindaco Pierpaolo Sediari - è rendere quest’area di nuovo viva e presidiata, di restituirle la funzione di luogo di incontro per gli anconetani, di renderla un posto da scoprire, nella sua bellezza, per i turisti, per i croceristi, che qui troveranno la storia della nostra città ma anche un bar, un ristorante, i servizi igienici, la possibilità di una sosta ristoratrice».

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