Ex squillo deve scontare due anni per rapina: blitz della polizia, arrestata al pranzo di battesimo dei figli

Venerdì 14 Maggio 2021 di Stefano Rispoli
La polizia ha arrestato l'ex squillo

ANCONA - I poliziotti, nemmeno a farlo apposta, sono arrivati al momento della torta. Altro che confetti e palloncini. Il tintinnio delle manette ha fatto da colonna sonora al banchetto per il doppio battesimo dei figli. La madre, una ex squillo condannata per rapina aggravata, è stata prelevata e portata in cella: dovrà scontare 2 anni di reclusione nel carcere femminile di Modena (in quello più vicino di Pesaro non c’era posto per lei). 

 

 
Sono rimasti tutti sgomenti, mercoledì, alla vista degli agenti della Squadra Mobile nel ristorante di Falconara in cui è avvenuto il blitz. La 35enne romena stava festeggiando il battesimo dei figli insieme al marito e a numerosi parenti e amici. I poliziotti sono entrati nel locale con discrezione, cercando di dare il meno possibile nell’occhio. Si sono avvicinati alla donna, hanno mostrato i distintivi e l’hanno invitata a seguirli. Un bacio al marito e ai figli, poi all’esterno la 35enne è stata arrestata e fatta salire in auto, alla volta del carcere. Tredici anni dopo dovrà scontare la pena per un reato commesso nel lontano 17 settembre 2008 ad Arezzo, quando ancora non immaginava di trasferirsi nelle Marche e mettere su famiglia. All’epoca per vivere si prostituiva. E proprio sulla strada, una sera, venne alle mani con un’altra squillo per motivi legati alla spartizione del territorio. Secondo l’accusa, avrebbe malmenato la rivale e, nel tentativo di farsi giustizia da sola per un presunto torto subito, le avrebbe rubato il cellulare e un mazzo di chiavi di casa. L’altra prostituta la denunciò, chiedendoli i danni. Nel tribunale di Arezzo s’incardinò un processo per rapina aggravata a carico della 35enne romena, seguito da una serie di ricorsi fino a quando, a distanza di 13 anni, la giustizia-lumaca ha messo la parola fine alla vicenda, confermando la condanna in via definitiva a due anni di reclusione. Di qui l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Firenze che ha portato all’esecuzione dell’arresto, all’interno del ristorante falconarese, da parte dei poliziotti della Sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile dorica, guidati dal capo Carlo Pinto. 

 

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