Ancona, mail dirottate per incassare i soldi dei pannelli fotovoltaici. Schiavoni truffato, hacker a giudizio

Venerdì 10 Luglio 2020 di Federica Serfilippi
Ancona, mail dirottate per incassare i soldi dei pannelli fotovoltaici. Schiavoni truffato, hacker a giudizio

ANCONA Mail dirottate, bonifici intercettati e scambi di persona sul web. Sembrano gli ingredienti per condire un film thriller, sono invece gli aspetti del processo finito ieri pomeriggio davanti al giudice Alberto Pallucchini. Persona offesa è Claudio Schiavoni, presidente di Confidustria Marche e all’epoca dei fatti (nel 2013) amministratore delegato di Photon Energy, azienda specializzata nel settore fotovoltaico e delle energie rinnovabili. Imputata è un’imprenditrice belga, accusata di truffa aggravata per – dice la procura – aver ricevuto in maniera illegittima i soldi della ditta marchigiana destinati all’acquisto di una partita di pannelli fotovoltaici. 

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Soldi che, in teoria, dovevano finire su un conto corrente di una società cinese, fornitrice dei dispositivi, ma che in realtà sono stati dirottati su un’azienda con sede legale a Cipro, riconducibile proprio alla belga, residente in Inghilterra.
 
Ma andiamo con ordine: la vicenda inizia quando la Photon decide di acquistare pannelli fotovoltaici – destinati a un cliente – per un importo complessivo di circa 400 mila euro. Per ottenerli, l’azienda di Schiavoni si rivolge a una società cinese con cui aveva già avuto contatti in precedenza. Partono le contrattazioni e viene effettuata la richiesta dell’ordine per portare i dispositivi in Italia. Tutto avviene per mail. La truffa si affaccia quando le conversazioni – sostiene la procura – tra una ditta e l’altra vengono intercettate da un hacker. Dunque, l’azienda Photon inizia ad interfacciarsi con un impostore che si finge referente della ditta cinese. E si finge orientale anche quando arriva il momento di indicare l’Iban per veicolare i soldi sul conto corrente. Vengono fatti tre bonifici, sulla carta destinati alla ditta fornitrice dei pannelli, in realtà indirizzati alla società di Cipro. È stata la segretaria della Photon, ieri testimone assieme a Schiavoni, ad accorgersi dell’inghippo dopo aver chiamato i cinesi che non avevano ricevuto ancora nulla. Due bonifici (uno del valore di 250 mila euro e l’altro di 85) sono stati bloccati in tempo. Una transazione da 80 mila euro è andata a buon fine. A risalire alle operazioni finanziarie e alla destinazione finale dei soldi è stata un’unità speciale cipriota, specializzata nelle operazioni di riciclaggio internazionale. Schiavoni è parte civile con l’avvocato Giacomo Curzi, la belga è difesa d’ufficio dal legale Pietro Sgarbi. La sentenza dovrebbe essere emessa il 4 settembre dopo l’audizione di un ultimo testimone. 

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