«Vi ammazzo tutti a voi stranieri»: lo stalker seriale dell'infermiera non si placa, si apre il processo-bis

Giovedì 3 Dicembre 2020 di Federica Serfilippi
Il tribunale di Ancona

ANCONA - Pure uscire al parco con le bimbe era diventato un problema perché le piccole avevano paura di incrociare “l’uomo cattivo”, quello che non esitava ad insultare i loro genitori, tra minacce e invettive. Né si faceva problemi a porsi in atteggiamento di sfida, toccandosi gli attributi come per mostrare la sua virilità, o a urlare frasi di stampo razzista, tipo: «Vi ammazzo tutti a voi stranieri». 

 

 

Non è valsa a nulla la prima condanna, un anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) con pagamento di un risarcimento per i fatti avvenuti nel 2014, quando, secondo l’accusa, in preda all’ira arrivò ad infrangere con una mattonata il lunotto posteriore dell’auto della vicina di casa, un’infermiera romena di 40 anni. Il 66enne anconetano, residente in zona Borgo Rodi, avrebbe continuato a stalkerizzare lei e il marito. Così entrambi hanno deciso di denunciarlo di nuovo all’inizio del 2016 per le reiterate minacce («Ti spacco la faccia», avrebbe urlato un giorno al vicino), per gli atteggiamenti aggressivi e intimidatori e per un nuovo episodio di danneggiamento: nel gennaio 2016 la coppia trovò l’auto rigata su due sportelli, dopo averla parcheggiata nel cortile condominiale. 

L’infermiera, che nel 2014 fu costretta a chiedere di cambiare il turno di lavoro all’ospedale di Torrette perché aveva paura a rientrare da sola a casa di notte, si è costituita di nuovo parte civile insieme al marito, entrambi assistiti dall’avvocato Roberta Di Martino: ora chiedono un risarcimento da 30mila euro per i danni patrimoniali e morali, per il grave stato d’ansia in cui sono sprofondati a causa dello stalker della porta accanto e per le ripercussioni sulla loro vita personale e relazionale. Ieri si è tenuta la prima udienza del processo-bis, una continuazione del precedente. È stato aperto il dibattimento e il pubblico ministero ha chiesto di poter sentire le persone offese: la prossima udienza è stata fissata per il 30 giugno 2021. 

 

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