«Compra la droga da noi o vattene dal Piano»: famiglia rom a processo, chiesti 32 anni di carcere

Mercoledì 14 Aprile 2021 di Federica Serfilippi
Il pm ha chiesto 32 anni per i 4 componenti della famiglia rom

ANCONA - Trentadue anni di carcere per un intero gruppo familiare. È questa la richiesta inoltrata ieri mattina dal pm Rosario Lioniello per padre, madre e due figli, tutti di origine rom e finiti in manette nel maggio del 2019 nell’ambito di un’inchiesta della Squadra Mobile nata per fermare estorsioni ed episodi di spaccio perpetrati soprattutto nella zona del Piano. 

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La procura ha chiesto otto anni di reclusione per ogni componente della famiglia finita sotto accusa, nel corso del processo con rito abbreviato con cui ha scelto di procedere la difesa. I quattro condividono il reato di associazione a delinquere: rivestendo un ruolo diverso – sostiene la procura – ogni componente avrebbe determinato a creare un giro di spaccio, minacciando e aggredendo i consumatori per sollecitare i pagamenti o convincerli ad acquistare le dosi (soprattutto eroina e cocaina) solo da loro. «O prendi la droga da noi, oppure vai via dal Piano»; «Se di denunci, ti ammazziamo davanti ai carabinieri» le minacce perpetrate alle vittime. Sono una decina quelle conteggiate dagli inquirenti. Una sola si è costituita parte civile. Nell’inchiesta sono finite altre otto persone, imputate per detenzione ai fini di spaccio: per un marocchino di 37 anni è stata chiesta una condanna a un anno e mezzo di reclusione. Per un’anconetana di 47 anni è al vaglio il patteggiamento. Per gli altri sei imputati il pm ha chiesto il rinvio a giudizio. La prossima udienza, con relative sentenze, è stata fissata per l’8 luglio. 
A tre componenti della famiglia (genitori e un figlio) viene anche contestato il fatto di aver indotto il vicino di casa ad abbandonare l’appartamento in maniera tale che lo stabile fosse occupato interamente dai parenti del nucleo rom. I quattro familiari sono anche accusati di stalking per aver – dice la procura – tartassato una coppia per farsi consegnare quasi 5mila euro per una presunta fornitura di droga. Nel capo d’imputazione c’è anche il reato di circonvenzione di incapace: padre, madre e figlio avrebbero fatto accedere un finanziamento a una donna con deficit psichici per comprare una tv da 600 euro, poi finita nelle mani della famiglia.

 

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 16:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA